Il commissario del Pd di Rovigo interviene dopo le misure adottate dalla cabina di regia regionale: «Servono investimenti strutturali per garantire acqua a cittadini e agricoltura»

ROVIGO – Dopo l’attivazione delle prime misure regionali per fronteggiare la siccità, con l’apertura anticipata della diga del Corlo e la riduzione dei prelievi idrici per garantire acqua all’agricoltura e ai territori più esposti (LEGGI ARTICOLO), dal Partito Democratico arriva un nuovo affondo nei confronti della gestione regionale dell’emergenza.

A intervenire è Matteo Favero, responsabile Ambiente del Pd Veneto e commissario del Pd di Rovigo, che giudica insufficienti gli interventi messi in campo dalla Regione. «La siccità che sta mettendo in difficoltà il lavoro degli agricoltori e le eccellenze agroalimentari del nostro territorio non è più un’emergenza imprevedibile, ma una realtà con cui il Nord-Est convive ogni estate», afferma Favero.

Secondo l’esponente dem, il Veneto continua però ad affrontare il problema con provvedimenti emergenziali anziché con una pianificazione di lungo periodo.

«Dopo anni di governo regionale si continua a ricorrere a soluzioni estemporanee, tardive e non strutturali. È un approccio che non basta più», sostiene.

Favero condivide inoltre l’appello lanciato dal consigliere regionale Andrea Del Bianco affinché la gestione della risorsa idrica tenga conto anche delle esigenze delle comunità montane. Ma, secondo il responsabile Ambiente del Pd, è necessario soprattutto cambiare strategia.

«Le soluzioni esistono e devono diventare una priorità. Servono micro-invasi di pianura per accumulare l’acqua, un piano concreto contro le perdite delle reti idriche e gli sprechi, una maggiore diffusione del riuso delle acque e politiche che incentivino comportamenti virtuosi da parte di cittadini e imprese».

L’elenco delle proposte comprende anche interventi di carattere urbanistico e ambientale. «Occorre investire nelle aree forestali di infiltrazione, nei boschi urbani per contrastare le isole di calore e ridurre l’evaporazione, oltre al ripristino di suoli capaci di favorire la ricarica naturale delle falde».

Per Favero il nodo centrale resta quello della programmazione. «La sottovalutazione dei cambiamenti climatici da parte di chi governa il Veneto da decenni non può continuare a ricadere sui cittadini e sul mondo agricolo, che ogni estate si trovano a pagare il prezzo della mancanza di una visione strategica».

Il commissario del Pd conclude chiedendo alla Regione «uno sforzo molto maggiore» nella pianificazione degli interventi, affinché la gestione dell’acqua passi definitivamente dalla logica dell’emergenza a quella della prevenzione e della resilienza.

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