Era presente anche il Prefetto di Rovigo, Clemente Di Nuzzo, alla conviviale organizzata al fianco dei Medici e dei Ricercatori della Clinica di Oncoematologia Pediatrica di Padova
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ROVIGO – Nella serata di venerdì 16 settembre, oltre 130 persone hanno risposto all’appello lanciato dal Comitato Palatucci Anps di Rovigo per sostenere ancora una volta la ricerca, indispensabile a sconfiggere le leucemie che ancora attanagliano tante giovani vite umane in età pediatrico-adolescenziale.

La conviviale è iniziata alle 20 con una fantastica ouverture musicale offerta dal Mezzosoprano di fama internazionale, Giuseppina Piunti, storica presenza all’evento, avendo già partecipato alla prima edizione nel 2010.    

“O mio Fernando”, da “La Favorita” di Donizetti, “Habanera” da “Carmen” di Bizet, “Voi lo sapete o mamma” da “Cavalleria rusticana” di Mascagni: tre brani, eseguiti con l’accompagnamento al pianoforte del Maestro Carlos Moreiano, docente del Conservatorio di Venezia,  che hanno letteralmente rapito i presenti.        

Il presidente del Comitato, Flavio Ambroglini, dopo la presentazione della serata ha passato la parola al Prefetto di Rovigo, Clemente di Nuzzo che ha plaudito all’iniziativa per l’impegno profuso ed il coinvolgimento di tante persone al fine di essere concretamente al fianco dei Medici e dei Ricercatori della Clinica di Oncoematologia Pediatrica di Padova, rappresentati in sala dalle Professoresse Barbara Buldini, Martina Pigazzi, Pamela Scarparo e dal Prof. Gianni Bisogno.

Erano presenti anche: il Questore di Rovigo, Giovanni Battista Scali, il Tenente Alessandro Casula, in rappresentanza del Comandante provinciale della Guardia di Finanza, Antonio Morelli, il Presidente del Cur Diego Crivellari, il Vicepresidente della Federazione Nazionale Maestri del Lavoro, Erminio Gambato.

Durante la serata, Paolo Avezzù, Socio del Comitato Palatucci sin dalla costituzione, ha presentato, non senza commozione,  il libro “Il Mediano di Dio” che tratta la storia di un ragazzo, Nicola Perin di Rovigo, promettente mediano di mischia nella Monti Rugby, il quale all’età di 17 anni ha concluso la sua lotta contro la leucemia dopo oltre due anni di cure, spesso dolorose, senza mai aver perso il sorriso e la speranza che il grande disegno di Dio, gli avrebbe concesso una seconda opportunità, non su questa terra, bensì in Cielo.     

L’associazione creata in suo nome, sta raccogliendo testimonianze, informazioni e quant’altro possa servire all’imminente apertura del processo di beatificazione di Nicola.

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