Ora manca solo il via libera del Parlamento: poi il testo entrerà in vigore Ballani, Confagricoltura: “Sempre più vicini alla creazione di piante resistentiai cambiamenti climatici e con meno esigenze di chimica e apporto idrico”

ROVIGO – Sempre più vicini al traguardo. Il Consiglio europeo ha approvato in via definitiva le nuove norme sulle Tea, le Tecniche di evoluzione assistita, completando il percorso legislativo sul fronte degli Stati membri dopo l’accordo di trilogo del 3 dicembre 2025. Una battaglia portata avanti da anni da Confagricoltura, con la provincia di Rovigo tra le prime in Italia a organizzare un convegno sulle tecniche di biotecnologia applicata all’agricoltura, che consentono di rendere le piante più resistenti alle avversità climatiche e alle malattie.

Il nuovo regolamento dovrà ora essere approvato a breve dal Parlamento europeo. In caso di esito positivo, entrerà in vigore nel 2026, con piena applicazione prevista entro il 2028.

“Auspichiamo che sia la volta buona per arrivare finalmente disporre di piante resistenti nella nostra attività agricola, riconoscendo l’importante ruolo che la ricerca e la sperimentazione scientifica possono ricoprire nella produzione di cibo – sottolinea Lauro Ballani, presidente di Confagricoltura Rovigo –. In questo momento, con i costi del gasolio alle stelle e il caro energia, abbiamo bisogno più che mai di vedere trasformare i risultati della ricerca in strumenti concreti a disposizione degli agricoltori. Potremo produrre meglio e di più, con minori costi e necessità di chimica. A Rovigo, nel 2023, fummo tra i primi in Italia ad organizzare un convegno sulle Tea, quando ancora non erano conosciute, con la partecipazione dei principali ricercatori nazionali e internazionali. Questo accordo premia il nostro lavoro sindacale e la nostra incessante opera di divulgazione sulla materia”.

Le Tea sono l’evoluzione più recente della biotecnologia applicata all’agricoltura e consentono di intervenire sul dna delle piante in modo preciso, senza introdurre geni estranei come avviene negli ogm tradizionali. Tecniche come Crispr-Cas9 permettono infatti di “editare” il genoma per ottenere caratteristiche utili — ad esempio maggiore resistenza a siccità, allagamenti o parassiti — riducendo anche l’uso di pesticidi e accelerando processi che in natura richiederebbero tempi molto più lunghi.

In questi mesi l’agricoltura polesana sta soffrendo a causa dell’instabilità legata al conflitto in Medio Oriente, che sta portando rincari a catena – spiega Ballani -. L’Urea, il fertilizzante più utilizzato per i seminativi, a gennaio costava 44 euro al quintale, mentre ora è arrivato a 82 euro. A questo aggiungiamo i rincari dell’energia e del gasolio agricolo e i conti sono presto fatti. Il cerchio si chiude con la crisi dei seminativi: rese poco soddisfacenti a causa di condizioni climatiche avverse e fitopatie, aggiunte al calo dei prezzi pagati agli agricoltori, delineano un quadro a tinte fosche. Le aziende più piccole e meno strutturate, in questa situazione, fanno fatica a far quadrare i bilanci e c’è il rischio che molte chiudano. Perciò attendiamo con ansia il via libera a queste nuove tecniche, che potranno offrire soluzioni sia per affrontare le emergenze idriche e le fitopatie, sia per ridurre trattamenti e irrigazioni e, di conseguenza, risparmiare sui costi”.

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