La Bottega dei ReBardò porta in scena il testo di Gianni Clementi, accolto da lunghi applausi. La compagnia romana entra in concorso per il Premio "Xanto Avelli" 2026.
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ROVIGO – Il pubblico del Festival Teatro delle Regioni ha tributato un lungo e caloroso applauso alla Bottega dei ReBardò APS di Roma, protagonista della terza serata dedicata alla prosa della XXVII edizione della rassegna con “Il cappello di carta”, intensa commedia di Gianni Clementi. Lo spettacolo, presentato da Bruno Candita, ha saputo coinvolgere gli spettatori grazie a un racconto capace di alternare con naturalezza ironia, emozione e riflessione, confermando ancora una volta la qualità della proposta artistica ospitata nel suggestivo Chiostro del Monastero degli Olivetani.

Ambientata nella Roma del 1943, durante gli anni più difficili della Seconda guerra mondiale, la vicenda si sviluppa all’interno di una modesta abitazione dove una famiglia operaia affronta le privazioni del conflitto senza perdere la capacità di sorridere e di sostenersi reciprocamente. Mentre fuori incombono i bombardamenti, la fame e le incertezze del futuro, tra le mura domestiche continuano a intrecciarsi piccoli litigi, affetti, speranze e momenti di autentica umanità. È proprio questa prospettiva, lontana dalla retorica bellica e vicina alla quotidianità delle persone comuni, a rendere particolarmente efficace la scrittura di Gianni Clementi.

Il testo costruisce un equilibrio convincente tra comicità e dramma. Le situazioni divertenti, gli scambi brillanti e il caratteristico umorismo romano accompagnano il pubblico nella prima parte della rappresentazione, lasciando progressivamente spazio a un crescendo emotivo che conduce verso un finale intenso e coinvolgente. La guerra rimane costantemente sullo sfondo, ma si manifesta attraverso i suoi effetti sulla vita delle persone, mettendo in luce il valore della solidarietà, della famiglia e della dignità del lavoro.

La regia di Enzo Ardone sceglie la strada della semplicità, evitando ogni artificio e affidandosi soprattutto alla forza della narrazione e all’affiatamento del cast. Proprio la coralità rappresenta uno degli aspetti più riusciti dello spettacolo: gli interpreti costruiscono una famiglia credibile, nella quale ogni personaggio contribuisce con equilibrio allo sviluppo della vicenda senza mai ricercare inutili protagonismi. Una scelta che rende ancora più autentico il racconto e permette al pubblico di riconoscersi nelle emozioni e nei sentimenti messi in scena.

Anche il titolo della commedia racchiude un forte significato simbolico. Il tradizionale cappello di carta utilizzato dai muratori per proteggersi dalla polvere e dalla calce diventa infatti il simbolo della dignità del lavoro, della resilienza e della capacità di affrontare le difficoltà della vita conservando la propria umanità.

Particolarmente apprezzato, come da tradizione, anche il momento conviviale dell’intervallo, durante il quale la Pro Loco di Canda ha proposto una degustazione di gnocchi di patate dolci con zucchero e cannella, iniziativa che continua a rappresentare uno dei tratti distintivi del Festival, capace di coniugare la proposta teatrale con la valorizzazione delle eccellenze gastronomiche del territorio.

Con “Il cappello di carta”, la Bottega dei ReBardò APS entra ufficialmente tra le compagnie in gara per l’assegnazione del Premio “Xanto Avelli” 2026, il riconoscimento che il pubblico attribuirà allo spettacolo più apprezzato dell’edizione attraverso il proprio voto.

Il Festival Teatro delle Regioni, organizzato dal Gruppo Teatrale Il Mosaico con la direzione artistica di Emilio Zenato, è realizzato grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, della Fondazione Banca del Monte di Rovigo, della Fondazione Rovigo Cultura e di Bvr Banca Veneto Centrale, con il patrocinio della Regione del Veneto, della Provincia di Rovigo e del Comune di Rovigo.

La rassegna tornerà martedì 11 agosto, alle ore 21, con il quarto e ultimo appuntamento dedicato alla prosa. Sul palco del Chiostro del Monastero degli Olivetani salirà la Compagnia Teatrale Don Bosco di Varazze (Savona) con “Due volte Natale”, brillante commedia scritta e diretta da Marco Falaguasta, che intreccia mistero, comicità e continui colpi di scena in una storia originale tutta da scoprire.

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