L’opera da 6,6 milioni di euro, finanziata da Regione Veneto e fondi europei, consente l’adeguamento dell’idrovia Fissero-Tartaro-Canalbianco agli standard europei. Zecchinato: "Eliminata una delle principali criticità infrastrutturali".

TRECENTA (Rovigo) – Taglio del nastro oggi a Trecenta per il nuovo ponte sulla SP1, opera realizzata da Infrastrutture Venete, società operativa della Regione del Veneto, nell’ambito del programma di adeguamento dell’idrovia Fissero-Tartaro-Canalbianco agli standard europei della navigazione interna.

Alla cerimonia di inaugurazione ha partecipato l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Zecchinato, che ha sottolineato il valore strategico dell’intervento per il sistema logistico e infrastrutturale regionale.


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“Con questo intervento, del valore complessivo di 6,6 milioni di euro, finanziato al 50% da fondi regionali e al 50% da fondi europei attraverso il programma CEF 2021-2027, eliminiamo una delle principali criticità infrastrutturali lungo l’idrovia e completiamo un’opera attesa da tempo su un’infrastruttura strategica per il Veneto, migliorando inoltre la sicurezza sulla rete viaria locale”, ha dichiarato Zecchinato.

L’assessore ha evidenziato come il nuovo ponte consenta di adeguare il canale agli standard europei della classe V CEMT, superando un vincolo tecnico che limitava le potenzialità dell’intera tratta. “L’opera aumenta il livello di efficienza e affidabilità della rete infrastrutturale regionale, rafforzando il ruolo dell’idrovia nel sistema della mobilità e della logistica del Veneto”, ha aggiunto.

L’intervento si inserisce in un programma più ampio di investimenti che la Regione sta portando avanti nel Polesine attraverso Infrastrutture Venete. “Alla realizzazione di quest’opera – ha spiegato Marco Zecchinato – si affiancano la recente costruzione del nuovo Ponte Calà del Moro lungo l’idrovia Fissero-Tartaro-Canalbianco, per un valore di 4,3 milioni di euro, e il ripristino della rete di attracchi del Parco regionale del Delta del Po, finanziato con 1,5 milioni di euro di risorse PNC-PNRR“.

Entro la fine del mese, ha ricordato l’assessore, riapriranno sei pontili che si aggiungeranno agli altri otto già riconsegnati il mese scorso, portando a 14 il numero complessivo degli attracchi tra Adria, Porto Tolle, Porto Viro, Rosolina e Taglio di Po.

“Si tratta di interventi che contribuiscono a riqualificare infrastrutture esistenti, migliorare l’accessibilità delle vie d’acqua e rafforzare la dotazione infrastrutturale di un’area strategica per il Veneto”, ha sottolineato Zecchinato.

All’inaugurazione era presente anche l’assessore regionale Valeria Mantovan, che ha definito l’opera un segnale concreto dell’attenzione che la Regione riserva al territorio polesano.

“Oggi è una bella giornata per il Polesine e per tutto il Veneto – ha affermato Valeria Mantovan –. Questo ponte è il risultato di una visione strategica che abbiamo scelto di sostenere con convinzione, mettendo insieme risorse regionali e fondi europei per modernizzare un’infrastruttura attesa da tempo”.

Secondo l’assessore, la piena navigabilità dell’idrovia Fissero-Tartaro-Canalbianco, il collegamento tra le due sponde di Trecenta e Badia Polesine e la valorizzazione delle vie d’acqua rappresentano investimenti capaci di generare benefici duraturi per il territorio.

“Sono opere che creano valore per l’economia locale, per la logistica e per il turismo fluviale. Per questo è fondamentale continuare a investire nel Polesine, un territorio dalle grandi potenzialità che merita collegamenti moderni, sicuri ed efficienti. Un ringraziamento va a Infrastrutture Venete per aver lavorato con la serietà e la rapidità che questo territorio si merita”, ha concluso Mantovan.

Quest’opera rappresenta un risultato concreto per la navigabilità dell’idrovia e per la sicurezza del territorio – dichiara Alessandra Grosso, Direttore Generale di Infrastrutture Venete – Il nuovo ponte di Trecenta non è solo una risposta a un punto critico per la navigazione: è un investimento sul futuro del sistema idroviario veneto. Grazie all’adeguamento alla classe Vˆ CEMT, al sistema di monitoraggio digitale e ad un’architettura studiata per durare nel tempo, consegniamo al territorio un’infrastruttura moderna, sicura e pronta a supportare lo sviluppo della mobilità fluviale aprendo uno scenario futuro che potrà fare affidamento su questa via d’acqua tanto per il commercio quanto per il turismo.”

Il nuovo ponte presenta una struttura a campata unica di 70 metri. Posizionato a 25 metri di distanza rispetto alla precedente infrastruttura, che verrà demolita nei prossimi mesi, il ponte garantisce un ingombro complessivo di circa 18 metri, con una carreggiata di larghezza 9,50 metri suddivisa in due corsie da 3,50 metri e due banchine laterali da 1,25 metri. Ai lati della carreggiata sono stati inseriti due marciapiedi di larghezza utile minima pari a 1,50 metri in corrispondenza dell’attacco dei pendini, protetti da guard-rail e allargati di ulteriori 2,04 metri tra un pendino e l’altro.

“L’operazione di riammodernamento della struttura consentirà, inoltre, un notevole miglioramento della sicurezza per la viabilità stradale locale.” –conclude il Direttore Generale di Infrastrutture Venete.

Tra le dotazioni tecnologiche di rilievo, oltre agli impianti di illuminazione, il nuovo ponte è equipaggiato con un sistema di monitoraggio continuo attivo 24 ore su 24, denominato “Digital Twin” (gemello digitale), in grado di controllare in tempo reale le accelerazioni e gli spostamenti della struttura, garantendo un presidio costante sulla sicurezza dell’opera.

I lavori, consegnati il 27 giugno 2024, hanno visto il completamento della nuova struttura e delle relative rampe di accesso nel maggio 2026, a cui hanno fatto seguito le operazioni di collaudo statico. Nei prossimi mesi è previsto il completamento dell’appalto con la demolizione del vecchio ponte e le opere di finitura

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