LENDINARA (Rovigo) – Si è svolto nella mattinata del 21 maggio, negli spazi di WakeHub Ciclostazione Adige-Po di Lendinara, l’incontro dal titolo “Sulle tracce di Luigi Masetti – Il Polesine culla del cicloturismo italiano: quali strategie per sviluppare l’offerta di un turismo sostenibile tra Adige e Po?”, promosso da WakeHub in collaborazione con il Marchio d’Area Terre tra Adige e Po.

L’appuntamento ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra rappresentanti istituzionali, associazioni, progettisti e operatori del settore turistico, con l’obiettivo di avviare una riflessione condivisa sulle prospettive del turismo sostenibile in Polesine. Al centro del dibattito il tema del cicloturismo, oggi considerato uno dei comparti turistici in maggiore crescita a livello nazionale ed europeo e potenziale motore strategico per lo sviluppo delle “Terre tra Adige e Po”.

A fare da filo conduttore all’iniziativa è stata la figura di Luigi Masetti, nato a Trecenta nel 1864 e riconosciuto come uno dei pionieri mondiali del cicloturismo. Una personalità che, secondo i promotori, può diventare simbolo identitario del territorio polesano e punto di riferimento per promuovere un modello di turismo legato alla mobilità lenta, alla sostenibilità e alla scoperta autentica dei luoghi.
Dal confronto è emerso come il tema non riguardi soltanto la promozione turistica, ma soprattutto la necessità di definire strategie condivise di sviluppo territoriale, capaci di coinvolgere enti pubblici, realtà private e terzo settore, seguendo modelli già consolidati in altre aree del Veneto.

Particolarmente significativo l’intervento di Maria Claudia Crivellaro, coordinatrice e referente per la comunicazione e la promozione turistica della ciclovia Treviso-Ostiglia, portata come esempio concreto di governance territoriale e gestione integrata dell’offerta cicloturistica.
L’esperienza della Treviso-Ostiglia nasce infatti dalla volontà di undici Comuni del Sanpierese che, circa quindici anni fa, cercavano una nuova identità turistica per un’area a prevalente vocazione industriale. La riqualificazione dell’ex linea ferroviaria dismessa nel dopoguerra ha permesso di trasformare la ciclovia in una vera e propria infrastruttura strategica, capace di unire territori diversi e generare una nuova offerta turistica integrata.

Nel 2021 la Federazione dei Comuni del Sanpierese, insieme ad altri enti pubblici tra cui i Comuni di Treviso, Padova, Vicenza e Verona, l’Ente Parco Sile e la Regione Veneto, è diventata soggetto gestore della ciclovia riconosciuta ufficialmente dalla Regione.
La testimonianza ha offerto ai partecipanti uno spunto concreto per riflettere sulle potenzialità del Polesine, un territorio ricco di risorse paesaggistiche e ambientali, dalle vie d’acqua agli itinerari rurali tra Adige, Canal Bianco e Po. È emersa però anche la necessità di superare la frammentazione che da tempo caratterizza le politiche territoriali locali, costruendo invece una visione comune capace di mettere in rete pubblico, privato e associazionismo.
In questo scenario, il Marchio d’Area Terre tra Adige e Po è stato indicato come uno strumento strategico per valorizzare le peculiarità delle aree interne polesane e integrarle con l’offerta dell’area mare-delta, sviluppando infrastrutture, servizi e proposte turistiche in grado di aumentare l’attrattività del territorio durante tutto l’anno.
Parallelamente, WakeHub Ciclostazione Adige-Po sta ampliando il proprio impegno sui temi della mobilità lenta, dell’educazione outdoor e dell’accoglienza sostenibile, candidandosi sempre più come luogo di incontro, progettazione e sviluppo dedicato al futuro del territorio polesano.













