L’appuntamento ha visto una partecipazione ampia di delegati, funzionari e ospiti, con un confronto che ha messo al centro il lavoro svolto negli ultimi anni e le sfide future del sindacato

ROVIGO – Primo congresso per la UIL Funzione Pubblica di Rovigo, nata dall’unificazione di UIL FPL e UIL PA, e subito un segnale di compattezza: la segreteria è stata eletta all’unanimità. Alla guida dell’organizzazione è stato eletto il già segretario provinciale Uil Fpl, Cristiano Maria Pavarin.

L’appuntamento, ospitato a Corte Benetti, ha visto una partecipazione ampia di delegati, funzionari e ospiti, con un confronto che ha messo al centro il lavoro svolto negli ultimi anni e le sfide future del sindacato nei servizi pubblici.

Presenti il sindaco di San Martino di Venezze, Elisa Sette, e il sindaco di Lendinara Francesca Zeggio, oltre al consigliere regionale Fabio Benetti e al portavoce dei comitati Vanni Destro. Sono intervenuti anche i segretari regionali Uil Fpl e Uil Pa, Stefano Gottardi e Massimo Zanetti, e il coordinatore conferederale Uil provinciale Gino Gregnanin.

In segreteria, insieme a Pavarin, eletti Enrica Muraro e Attilio Minichini; Mariella Rossin resta tesoriera. Definiti anche i responsabili di comparto: Luana Volpe (sanità pubblica), Matteo Zerbini (sanità privata), Matteo Giona (funzioni centrali), Michele Gresele (funzioni locali) e Luca Gabban (terzo settore).

Nel suo intervento, Pavarin ha ribadito il valore del sindacato in una fase complessa:
Difendere il lavoro dei servizi pubblici significa difendere i cittadini, perché dalla qualità del lavoro dipende quella dei servizi”.

Un focus particolare è stato dedicato al Polesine, territorio segnato da un forte invecchiamento della popolazione:
“La domanda di servizi è destinata a crescere. Per questo il lavoro nei servizi pubblici non è un tema ideologico, ma una priorità concreta: quando i servizi arretrano, arretra l’intera comunità”.

Il segretario generale ha inoltre richiamato il tema della trasformazione della Pubblica Amministrazione: “Digitalizzazione, nuove tecnologie e intelligenza artificiale rappresentano un’opportunità, ma solo se si investe sulle persone. Senza competenze e senza lavoratori formati e motivati, la trasformazione rischia di restare uno slogan. Innovazione e diritti devono camminare insieme: diversamente, il rischio è scaricare responsabilità senza strumenti”.

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