ROVIGO – Un passo avanti nella cura delle patologie rare arriva dall’azienda Ulss 5 Polesana, dove nei giorni scorsi è stato avviato con successo un trattamento innovativo per l’ipoparatiroidismo cronico presso l’unità di Endocrinologia.
Si tratta del palopegteriparatide, attualmente l’unico farmaco approvato per questa patologia, reso accessibile dopo la decisione dell’Aifa che, nel mese di febbraio, ne ha autorizzato la rimborsabilità per i pazienti non adeguatamente controllati dalle terapie tradizionali.
Accesso alla terapia grazie alla rete sanitaria
Uno dei pazienti seguiti dall’Azienda sanitaria polesana ha potuto così iniziare il nuovo percorso terapeutico. Fondamentale, in questo caso, la collaborazione con la Farmacia ospedaliera dell’ospedale di Rovigo, che ha consentito l’importazione del farmaco dall’estero e l’avvio tempestivo della cura.
Un risultato tutt’altro che scontato: sono infatti meno di dieci, in tutta la Regione Veneto, i pazienti che in questi giorni stanno accedendo a questa innovativa terapia.
Innovazione anche a livello territoriale
L’iniziativa conferma il ruolo dell’Endocrinologia dell’Ulss 5 come parte attiva di una rete sanitaria più ampia, capace di garantire anche a livello territoriale l’accesso alle più avanzate opportunità di cura.
Un lavoro che si inserisce nell’ambito dell’Area medica diretta dal dottor Stefano Cuppini e che punta su integrazione tra professionisti, aggiornamento continuo e collaborazione tra strutture.
In arrivo anche un convegno specialistico
Nel solco di questo percorso si inserisce anche il convegno “Salute integrata: l’evoluzione della cura cardio-nefro-metabolica”, in programma mercoledì 15 aprile nella Cittadella Socio Sanitaria, momento di confronto tra specialisti ospedalieri e medici di medicina generale per migliorare ulteriormente la qualità dell’assistenza.
Filippi: “Benefici concreti per i pazienti”
“L’introduzione di terapie innovative come questa rappresenta un segnale concreto della capacità della nostra Azienda di essere parte attiva nei percorsi di cura più avanzati – commenta il direttore generale Mauro Filippi –. È il risultato di un lavoro di rete e della competenza dei nostri professionisti, che consente di tradurre rapidamente le opportunità scientifiche in benefici reali per i pazienti”.

















