TRECENTA (Rovigo) – È un grande vuoto quello che lascia Luciano Trambaioli nella piccola, ma per lui grande, comunità di Sariano. A testimoniarlo i tanti che erano presenti al rito di commiato, celebrato dal parroco don Diego Pisani e da don Daniele Donegà, che hanno gremito la bella chiesa parrocchiale intitolata a San Maurelio e ricca di importanti pale ed affreschi. Per Luciano la chiesa è stata per molti decenni, forse, la sua prima casa; ha iniziato la sua collaborazione da sacrista, ma non solo, con l’allora parroco don Onorio Grossi che per trentacinque anni ha prestato la sua opera di pastore, educatore e amico tra quelli che considerava la sua famiglia ed a Sariano ha voluto essere sepolto. E Luciano Trambaioli è stato vicino a don Onorio come un fratello attento e premuroso sino alla sua morte.


A testimoniare la grandezza d’animo e disponibilità è stato l’ex onorevole Luca Bellotti sottolineando il suo “servizio silenzioso, fedele e instancabile, che ha scandito il tempo della nostra comunità, accompagnando con il suono delle campane le gioie e i dolori di tante generazioni. Luciano non era solo il campanaro”.

Ed il saluto continua sottolineando come “con umiltà e dedizione ha dedicato la sua vita alla chiesa e al servizio degli altri sempre con un sorriso e una parola di conforto per chiunque ne avesse bisogno”. Ed il ricordo corre al passato “per mezzo secolo, insieme a don Onorio, ha rappresentato un vanto per la nostra piccola comunità. Due uomini di fede straordinaria, due pilastri che hanno reso la nostra parrocchia una casa accogliente, un luogo di incontro, di preghiera, di speranza”.
Luciano ha chiesto che al suo funerale le campane della sua amata chiesa suonassero a festa ed è stato esaudito in questo suo desiderio.


















