Un mazzo di rose in ricordo del giovane militante missino barbaramente ucciso

ROVIGO – “Questa mattina mi sono recato in via Sergio Ramelli per deporre un mazzo di rose in ricordo del giovane militante missino barbaramente ucciso, da un gruppo di estremisti di sinistra, nel 1975 a Milano”. Sono le parole di Marco Venuto, ex consigliere comunale.

Sergio era un ragazzo di 18 anni, studente di liceo, calciatore per passione e militante politico missino.

La sua storia inizia con un tema nel quale il giovane denunciava il clima di violenza politica del tempo e condannava le Brigate Rosse. L’elaborato venne “strappato” da un gruppetto di studenti comunisti, dalle mani del professore e appeso sulla bacheca scolastica.

Fù l’inizio della fine.

Dal quel giorno Sergio fù preso di mira. Quotidianamente insultato e picchiato, all’interno dell’edificio, fra l’indifferenza e la paura dei docenti.

La situazione sembrò tornare alla normalità quando i genitori del giovane decisero di ritirarlo e iscriverlo in un Istituto Privato.

Ma nel Marzo di quello stesso anno Sergio, mentre legava il motorino sotto casa, fù aggredito a colpi di chiave inglese da un gruppo di Avanguardia operaia che gli spappolarono il cranio. 

Morirà il 29 Aprile dopo 40 giorni di agonia 

“Sergio era una ragazzo come tanti – sottolinea Marco Venuto –  con delle passioni, dei sogni e la voglia di impegnarsi per rendere migliore la società in cui viveva. Un ragazzo per bene, che nonostante le continue intimidazioni non ha abbassato la testa.

La sua storia e il suo sacrificio devono essere un monito per tutti, e una ferma condanna all’uso della violenza come pratica politica.

Per questo motivo anni fà mi sono battuto, dai banchi del Consiglio Comunale, affinché gli venisse intitolata una Via della nostra città. E sempre per questo motivo è importante ricordare ogni anno la sua triste storia.

Ramelli deve essere un esempio per tutti i giovani, ad impegnarsi ed essere coraggiosamente se stessi. Lui è stato coraggiosamente di destra ma i ragazzi debbono essere coraggiosamente ciò che ritengono giusto essere nel rispetto degli altri, e nel rifiuto della violenza.

A Sergio Ramelli….. semplicemente un ragazzo”.

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