In Ospedale evento legato alla Pasqua in collaborazione con la Diocesi di Adria e Rovigo con la partecipazione del bioeticista prof. Leopoldo Sandonà

ROVIGO – La speranza filo conduttore dell’evento che si è svolto nel pomeriggio di oggi, grazie alla collaborazione con la Diocesi di Adria e Rovigo e il coro aziendale Vox Harmonica, nella Hall dell’Ospedale di Rovigo, alla presenza degli operatori sanitari, dei pazienti e dei famigliari, oltre che delle autorità locali. Un momento si riflessione e preghiera dal titolo “Pasqua di Risurrezione” insieme al Vescovo Monsignor Pierantonio Pavanello e al professor Leopoldo Sandonà, bioeticista della Fondazione Lanza (Padova) sul tema “La speranza nelle relazioni di cura”.

L’incontro, già di per sé, per il tema trattato, di forte impatto emotivo e di profonda riflessione, ha beneficiato dell’accompagnamento del Coro aziendale Vox Harmonica, insieme a Milena Dolcetto al pianoforte e Alessandro Marcato all’oboe, che ha reso l’evento un momento memorabile, alternando le parole di riflessione con brani cantanti sul tema della passione, morte e risurrezione del Signore.

“Grazie a tutti i presenti, alle istituzioni comunali, alle associazioni e anche alla Regione oggi presente con l’assessore Cristiano Corazzari, ma grazie soprattutto al Vescovo, al professor Sandonà e al Coro Aziendale che regalano oggi, in primo luogo agli operatori sanitari, ai colleghi presenti, un bellissimo messaggio di accompagnamento verso la festa della Santa Pasqua ma anche di riflessione nei confronti del proprio operato nelle relazioni di cura e della necessità di operare insieme nel segno della speranza. Sono davvero felice di questa giornata, per un cristiano questo è il periodo più importante dell’anno e portare un messaggio di speranza ha un valore particolare”, ha commentato il Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Ulss 5 Polesana, Pietro Girardi.

“Ringrazio innanzitutto il Direttore Generale per la disponibilità a organizzare insieme, Diocesi e Azienda Ospedaliero, questo momento di riflessione e di preghiera in preparazione alla Pasqua. Non si tratta di una celebrazione liturgica – ha detto il Vescovo, Pierantonio Pavanello – come facciamo in occasione del Natale, ma di uno spazio di riflessione che offriamo a tutti, in primis agli operatori sanitari, nella convinzione che il messaggio della Pasqua ha una parola preziosa per ognuno di noi, al di là anche delle sue convinzioni religiose, a partire proprio dalla nostra comune umanità. Questo è vero in particolare modo per l’aspetto dell’evento pasquale su cui, in sintonia con la celebrazione del Giubileo, ci soffermeremo questa sera: la speranza. La resurrezione di Gesù da morte è il fondamento di una speranza «che non delude», come dice l’Apostolo Paolo nella lettera ai Romani, una speranza «affidabile». Questa speranza non contraddice né si oppone alle speranze umane, ma le rafforza e dà a loro un fondamento solido. L’essere umano ha bisogno della speranza come dell’aria che gli consente di respirare e come il pane di cui si nutre. Come dicevano gli antichi «Solo l’uomo ha la speranza, all’inverso, chi non spera non è uomo» (Filone di Alessandria).

Di speranza ha bisogno in modo particolare chi deve affrontare la lotta contro la malattia. La speranza non è soltanto ottimismo, cioè il pensare che in un modo o nell’altro tutto si aggiusterà e non è neppure l’illusione che rimuove la serietà di una condizione patologica. La speranza è la capacità di cogliere con l’occhio della mente il cammino che può portarci ad una condizione migliore, o, se preferite, lo sguardo che ci porta oltre i dolori e le fatiche del presente. Chi è malato ha bisogno di essere aiutato a sperare. 

Jerome Groopman, oncologo americano, autore di un interessante libro dal titolo ”Anatomia della speranza» racconta di essersi posto di fronte a tante persone gravemente ammalate la domanda su ciò che poteva offrire loro oltre alle terapie e la risposta fu: la speranza.

Ci aiuterà a riflettere sul rapporto tra speranza, malattia e cura, il prof. Leopoldo Sandonà, bioeticista, filosofo e teologo, che ringrazio fin d’ora. La nostra riflessione poi diventerà meditazione e per chi crede anche preghiera attraverso i brani tratti dal repertorio sacro della Pasqua, da parte del Coro aziendale Vox Harmonica. Il linguaggio universale della musica ci aiuti ad entrare nel mistero di morte e di vita di cui ci parla la Pasqua di Gesù”. 

Il professor Leopoldo Sandonà, docente stabile ordinario di filosofia e direttore presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Vicenza, collegato alla Facoltà Teologica del Triveneto, responsabile del progetto Etica e Medicina della Fondazione Lanza, ha coinvolto i presenti partendo dal racconto della storia di una infermiera diventata poi medico, fondatrice delle cure palliative, Cicely Saunders, che aiuta a capire cosa è la speranza. “Non è solo un sentimento affettivo, ma è fatta anche di competenze – ha spiegato Sandonà –  Tra i farmaci che Cicely vede indispensabili per la cura del malato c’è l’empatia. Ma vede anche come nelle professioni della cura siamo chiamati alla necessità di operare insieme, come una famiglia, una equipe che cura e che ci mette di fronte alla nostra caratteristica di essere operatori che lavorano con altri operatori per donare, alle persone assistite, speranza non solo sentimentalistica: il primo modo per donarla è essere appropriati in quello che facciamo. Fare bene il nostro mestiere è già di per sè dare speranza”.

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