Sulle pareti dello stadio Bressan di Adria (Rovigo) un’immagine indelebile dei gemelli del gol dopo la vittoria dell’Europeo a Londra nel luglio del 2021. L’Italia piange la scomparsa di Vialli

ADRIA (Rovigo) – E’ morto Gianluca Vialli: a 58 anni l’ex attaccante si è spento a Londra, dopo aver combattuto contro un tumore al pancreas. Combatteva con dignità contro la malattia dal 2018, venerdì 6 gennaio 2023 la tragica notizia.

Un campione fuori e dentro il campo. Un uomo di grande classe, e dal grande cuore.

Gianluca Vialli nel 2016 venne ad Albarella (Rovigo) in occasione della Pro Am a scopo benefico, organizzata dalla Fondazione Vialli & Mauro (i promotori di questa fondazione sono gli ex calciatori Gianluca Vialli e Massimo Mauro), e la Fondazione Marcegaglia. Presenti nell’occasione anche Platini, Del Piero, Ševčenko e i polesani Scanavacca.

I fondi raccolti durante la due giorni furono destinati alla ricerca contro la SLA e ai progetti socio-sanitari di Fondazione Marcegaglia in Italia e all’estero.

Gianluca Vialli nei suoi 19 anni di carriera da calciatore ha disputato tra Serie A, Premier e coppe europee 673 partite, segnando 259 gol. In azzurro vanta un bronzo a Italia 90, un argento e bronzo agli Europei U21 del 1984 e 1986 per un totale di 59 partite con la Nazionale maggiore e 16 reti. E’ tra i giocatori italiani più grandi di sempre.

Nel 2015 è stato inserito nella Hall of Fame del calcio italiano. Dal novembre 2019 era entrato in Figc come capo delegazione azzurro, al fianco dell’amico e partner d’attacco ai tempi della Samp Roberto Mancini con il quale aveva vinto uno storico scudetto a Genova. Erano i gemelli del gol, e quell’abbraccio alla finale degli Europei del luglio 2021 tra Vialli e Mancini è diventato leggenda. L’Italia aveva appena battuto ai rigori i padroni di casa dell’Inghilterra.

In quell’abbraccio c’erano gioia, rabbia, riscatto e rinascita: la gioia di un europeo appena vinto, dopo quello ormai sbiadito del lontano 1968, la rabbia per un destino avverso che non ci voleva campioni, il riscatto di una nazione tra le prime ad essere piegate da un virus sconosciuto e terribile, la rinascita di un movimento calcistico che fino a pochi anni fa sembrava essersi smarrito. Ma non solo. Un’amicizia unica tra Vialli e Mancini, un legame che andava oltre allo sport.

La curatrice di Wallabe, Federica Sansoni, ha ritenuto che la bellezza, la potenza emozionale di quel gesto andasse preservata e convogliata in un progetto artistico. Da qui è nata l’opera realizzata da uno degli “ideatori” della Street Art italiana, Ozmo -Gionata Gesi –  sulle pareti dello stadio Bressan di Adria. 

Il progetto è nato in collaborazione con l’Asd Bocar Juniors di Adria, che ha trovato entusiasmo e sostegno nel suo Presidente Tito Franzolin, e con il Panathlon Club.

Il palmares di Vialli è ricchissimo: due scudetti (Samp e Juve), una Coppa dei Campioni (Juve 1995-96), una Supercoppa Uefa (Chelsea 1998), una Coppa Uefa (Juve 1992-93), due Coppa delle Coppe (Samp 1989-90 e Chelsea 1997-98), una Coppa d’Inghilterra (Chelsea 1996-97), 4 Coppe Italia (Juve e tre con la Samp), 1 Coppa dei Lega inglese e 2 Supercoppe italiane. Da allenatore alla guida del Chelsea ha vinto anche una Coppa d’Inghilterra e un Charity Shield. 

Gianluca Vialli lascia la moglie Cathryn, sposata nel 2003, e due figlie: Olivia e Sofia.

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