ROVIGO – “Agisci in fretta, ogni minuto conta”. È questo il messaggio al centro della Giornata Mondiale contro l’Ictus Cerebrale, che ogni anno – il 29 ottobre – richiama l’attenzione su una delle principali cause di morte e disabilità nel mondo. In vista della ricorrenza, domenica 26 ottobre la Sala della Gran Guardia a Rovigo ospiterà una giornata di screening gratuiti aperti alla cittadinanza, un evento che dimostra la forza della collaborazione tra associazioni e professionisti del territorio.
A promuovere l’iniziativa sono A.L.I.Ce. Rovigo, Amici del Cuore, l’associazione Diabetici, Lions Club Rovigo Host, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche (Uopi) e la Croce Rossa Italiana. Una squadra affiancata da medici, psicologi, logopedisti e fisioterapisti volontari: una rete che unisce competenze e umanità con un obiettivo comune — salvare vite attraverso la prevenzione.
L’ictus è un’emergenza tempo-dipendente: il tempo perso è cervello perso. Ogni minuto può fare la differenza. Per questo le campagne internazionali insistono sul metodo Fast: riconoscere subito un sorriso asimmetrico (Face), un braccio che non si solleva (Arm), un linguaggio confuso (Speech) e agire senza esitazione chiamando il 118 o il 112 (Time).
Ma la giornata di screening alla Gran Guardia è molto più di un controllo clinico: è un’occasione accessibile a tutti per informarsi sugli stili di vita sani, ricevere consigli personalizzati e diventare protagonisti della propria salute. Un presidio di prevenzione “di prossimità”, pensato soprattutto per chi – per mancanza di tempo o difficoltà economiche – tende a rimandare i controlli.
Dietro ogni appuntamento come questo c’è il lavoro di volontari che donano tempo, energie e competenze. Le associazioni conoscono il territorio, parlano la lingua dei cittadini, creano fiducia. Fare rete significa evitare la dispersione delle risorse, condividere buone pratiche, amplificare l’efficacia del messaggio.
Quando le realtà del volontariato si uniscono, la prevenzione smette di essere soltanto un dovere individuale e diventa un progetto comunitario. Un patto collettivo per vivere meglio, più a lungo e in salute.














