ROVIGO – Lo spazio lasciato dal sindaco dimissionario Edoardo Gaffeo (LEGGI ARTICOLO) creato dall’uscita dalla maggioranza del Partito democratico cittadino guidato da Giacomo Prandini (LEGGI ARTICOLO) risveglia silenti coscienze politiche: quella dell’ex assessore ed ex candidato sindaco Federico Frigato e quella dell’ex assessore di Alleanza nazionale Flavio Ambroglini.
“Fa male vedere la propria città sprofondare nel baratro – afferma Frigato – Rovigo è una città abbandonata, isolata, impoverita, in perenne stato di lockdown fra serrande abbassate, locali sfitti, incuria e continua desertificazione. Il caso del polo natatorio è l’ennesima ferita ad una comunità agonizzante.
Questa amministrazione si è caratterizzata solo per le chiusure o la messa in discussione dell’esistente. Si è deciso di chiudere il Consvipo anziché riconvertirlo e sfruttarne le opportunità per trasformarlo in una efficace e moderna agenzia per lo sviluppo capace di rilanciare il territorio. Si è arrivati alla ingloriosa chiusura di Casa Serena con ricadute su centinaia di famiglie di ospiti e lavoratori. Ora la chiusura delle piscine Baldetti e Tosi ed il conseguente disagio non solo per gli sportivi ma, ancora una volta, per i lavoratori, i ragazzi e le loro famiglie.
Spiace dirlo ma amministrare è altra cosa rispetto all’azione del sindaco Gaffeo e della sua squadra. Non basta far tornare i conti o applicare pedissequamente circolari e norme. Per quello sono sufficienti i dirigenti e gli uffici. Anzi, si risparmierebbero anche parecchi denari! Fare il Sindaco significa amare la propria città. Dedicare tempo, passione, strette di mano, confronti… Significa essere tra e non sopra i cittadini. Significa pianificare e realizzare.
Magari si possono commettere degli errori ma quando si lavora per la propria comunità i cavilli, le clausole, i numeri, sono importanti ma non sono l’obiettivo. Il passato, criticabile o meno, ha comunque permesso a questa città di avere un proprio polo natatorio, un corso del Popolo ed una Piazza XX settembre riqualificati. Questa amministrazione cosa lascia? Per cosa sarà ricordato questo Sindaco?
Rovigo in passato ha già perso delle occasioni per uscire dalla crisi in cui è caduta. Non sono le scelte facili e scontate quelle che serviranno fra qualche mese. Ritengo che oggi più che mai, serva un cambio di passo, che vada oltre a partiti o coalizioni in cui prevale già la sindrome spartitoria. Serve un risveglio collettivo. Un nuovo patto per la città: in primo luogo tra noi cittadini, e poi tra i cittadini ed i commercianti, gli imprenditori ed i giovani. Tra tutti coloro che amano Rovigo e vogliono contribuire a invertire la rotta del declino. Chiamando a raccolta in primis proprio i giovani che hanno il diritto-dovere di prendere per mano la loro città ed il loro futuro” auspica Federico Frigato.
Con le elezioni in arrivo, il prossimo 8 e 9 giugno 2024, “non con stupore ma con discreto piacere ho appreso che, finalmente, il sindaco di Rovigo, Edoardo Gaffeo, ha presentato le sue dimissioni… come diceva tanti anni fa il maestro Alberto Manzi: non è mai troppo tardi” dichiara Flavio Ambroglini.
“Il bilancio di questi quasi 5 anni di amministrazione è profondamente negativo, basti citare, non certamente “dulcis in fundo”, il caso piscine dove in tutti i sensi questa giunta ha fatto.. acqua! Per non parlare poi del caso emblematico di Casa Serena, dove mentre la Giunta Avezzù l’aveva salvata dalla chiusura ed aveva avviato i lavori di messa a norma, al contrario la Giunta Gaffeo è arrivata all’infelice chiusura di questa struttura che era entrata dagli anni ’70 nella storia della città di Rovigo.
Tra pochi mesi la parola passerà ai cittadini e, da cultore della “politica tra la gente e per la gente, non allineato, ma ideologicamente di centro destra, vedo più che mai possibile una vittoria di questa parte politica la quale, se saprà presentarsi unita, potrebbe farcela addirittura al primo turno. Basta trovare il candidato giusto!…
Girano tanti nomi, qualcuno, senza nessuna offesa alle persone tutte degne di stima, facenti parte delle seconde o terze file della politica rodigina. Io il mio candidato ideale ce l’ho già in mente, ed al di là della storica amicizia che ci lega, non ho paura di farne il nome. Per la serietà personale, per il suo attuale impegno in tante realtà del volontariato e della cultura, per i risultati di tanti anni come amministratore del Comune di Rovigo, il mio candidato si chiama Paolo Avezzù” afferma sicuro Ambroglini.
















