L’auspicio del fronte del “No” è che l’amministrazione Rossi promuova un confronto pubblico a Badia Polesine (Rovigo)

BADIA POLESINE (Rovigo) – L’avvocato Adino Rossi, il consigliere comunale Luca Giusberti e la signora Emanuela Bassan, esponenti del comitato contro la nascita della struttura crematoria di Crocetta, ieri, mercoledì 4 settembre giorno del mercato settimanale, hanno improvvisato un banchetto per la raccolta firme a favore del No.

Incoraggiati dall’adesione “Abbiamo superato complessivamente le 200 firme, – riferisce Adino Rossi -, per cui ripeteremo l’esperienza anche mercoledì prossimo”.  Le firme andranno alla Provincia, al Comune, all’Ulss e all’Arpav.

Si tratta di un impianto ad alto impatto ambientale e non bastano gli evocati riferimenti al piano regionale, richiamati dall’amministrazione comunale di Badia, per tranquillizzare l’opinione pubblica. Il Comitato del “No forno” non è ideologicamente contrario alla realizzazione ma pone l’accento sulle conseguenze.

Visto che l’ipotesi del forno crematorio a Crocetta non faceva parte del programma elettorale, l’auspicio del fronte del “No” è che l’amministrazione Rossi promuova un confronto pubblico per spiegare le ragioni della scelta. “Tanto più che il progetto individua solo l’insediamento per due forni per 4.600mila euro ma è anche prevista la possibilità di quadruplicare l’impianto arrivando a otto forni, con tutto quel che ne consegue”, aggiunge Rossi.

U.M.B.

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