ROVIGO – Grandi aspettative per il partecipato consiglio comunale di Rovigo, che aveva per oggetto, tra l’altro, la discussione dell’impianto di Sarzano per la produzione del cosiddetto biometano, per lo più tradite quando è stato chiaro a tutti che discutere a posteriori, rispetto all’autorizzazione regionale già ottenuta (LEGGI ARTICOLO), serve a poco.
Due posizioni contrastanti, da una parte l’amministrazione comunale che non ha ostacolato il richiedente, dall’atra le preoccupazioni dei residenti, comitati ed associazioni, e qualche scintilla nel pomeriggio di lunedì 17 febbraio. Qualche aggiornamento derivante da incontri dell’ultim’ora, relativo alla manutenzione stradale, alle garanzie prestate dall’azienda proponente, ma poco più. L’impianto di via Calatafimi, per un costo previsto di circa 20 milioni di euro, è stato proposto da Apis-RO1 di Bolzano. Tratterà circa 74mila tonnellate all’anno di materiale, come liquame e scarti agricoli, per trarne digestato e biometano.

La sindaca Valeria Cittadin nel proprio intervento in aula ha ricordato quanto già affermato (LEGGI ARTICOLO) all’incontro pubblico organizzato da Italia Nostra ed ha invitato a ragionare senza pregiudizi sull’impianto, già autorizzato dalla Regione a fine dicembre 2024.
Chiaramente l’invito della sindaca non ha tranquillizzato i comitati di Sarzano e Mardimago, intervenuti in aula con una cinquantina di simpatizzanti.
Il capogruppo Elena Biasin della lista “Civica per Rovigo”, di cui l’ex sindaco Edoardo Gaffeo è presidente dell’associazione, ha dato praticamente per certo il ricorso al tribunale amministrativo regionale (Tar) contro l’autorizzazione data all’impianto. “Lo dobbiamo agli oltre 1.800 firmatari della petizione promossa (LEGGI ARTICOLO), per dare sostanza politica all’iniziativa popolare” ha ricordato Biasin.

Per il comitato di Sarzano il portavoce Dario Benà (LEGGI ARTICOLO) ha ricordato che l’impianto sorgerà su un’area faunistica protetta, a 500 metri da abitazioni e vicino ad un’azienda agricola che produce aglio Dop (Denominazione origine protetta). Per il comitato di Mardimago Silvana Zanforlin ha lamentato “il certo deprezzamento degli immobili a causa dell’arrivo dell’impianto”.

Ritorna sul tema in maniera molto dura Massimo Tovo (LEGGI ARTICOLO), presidente del “Consorzio di tutela dell’aglio bianco polesano Dop” in qualità di produttore agricolo, confinante con il futuro impianto, titolare di una azienda che ha guadagnato la certificazione di produttore biologico. “In campagna elettorale – ha attaccato Tovo – ci era stato promesso dall’attuale sindaco che la cittadinanza sarebbe stata ascoltata e coinvolta. Siamo molto delusi, questo non è successo, le cose le impariamo quando sono già realtà , ci sentiamo traditi e cittadini di serie B”.

Tra gli ospiti anche il direttore per Rovigo di Confindustria Veneto Est Massimo Barbin che ha anticipato un intervento “non per catturare applausi, ma per difendere la libertà imprenditoriale di progetti che possono anche non piacere, ma se realizzati nel rispetto delle regole, devono essere autorizzati”. “La ditta proponente non è nemmeno una nostra associata – ha aggiunto Barbin – ha presentato un progetto che è stato validato dalla Regione. Ora si può solo vigilare. Confindustria difende le imprese, è nel proprio Dna, ed il diritto imprenditoriale di fare impresa. Piuttosto – ha chiuso Barbin con una stoccata all’amministrazione Gaffeo – come mai a dicembre 2023 gli allora amministratori non hanno comunicato un No secco alla ditta quando venne a presentare il progetto?”.
L’ex sindaco Edoardo Gaffeo ha replicato che “le carte del progetto di Apis-RO1 sono arrivate in Comune a inizio marzo 2024, e io mi sono dimesso a fine gennaio dell’anno scorso”.
Timide perplessità (a posteriori rispetto all’autorizzazione regionale ricevuta) sono state espresse anche da alcuni ospiti come Erri Faccini, presidente della Cia Rovigo, e dal presidente provinciale e regionale di Coldiretti Carlo Salvan. “Non siamo contro a priori al biometano, ma questo progetto presenta delle criticità per la sua posizione e per le ricadute economiche per l’imprenditoria locale che sembrano essere assenti”.
Da Confagricoltura, non intervunuta per un concomitante convegno (LEGGI ARTICOLO) un messaggio del presidente Lauro Ballani riportato all’aula dal presidente del consiglio comunale Mattia Moretto in cui si riconosce agli impianti per la produzione di biometano una utilità per la filiera agricola e pertanto, se realizzati correttamente, non si vedono particolari criticità , salvo quelle urbanistiche di competenza comunale e quelle ambientali di competenza regionale.


















