VILLANOVA DEL GHEBBO (Rovigo) – Dai primi riscontri è emerso che la vittima è un uomo di oltre 60 anni, di corporatura robusta, e di carnagione bianca, ma è ignota l’etnia. Era in acqua da circa una settimana, quindi il delitto è recente.
Vigili del fuoco al lavoro, da giovedì 28 luglio, dopo il ritrovamento di un primo pezzo di un cadavere (un gamba), lungo via Casaria in direzione di Costa di Rovigo, nei pressi di una chiusa sul fiume Adigetto, adibita alla raccolta dei rifiuti trasportati dalla corrente.
I Pompieri, unitamente ai Carabinieri di Rovigo, stanno lavorando su disposizione della Procura di Rovigo, per cercare l’ultimo pezzo mancante dell’uomo ucciso, fatto a pezzi, verosimilmente con un machete, e poi gettato in acqua.
Le ricerche si sono estese dalla chiusa di Villanova del Ghebbo, dove alle 8 di giovedì è stata rinvenuto l’arto inferiore, fino a Badia Polesine (LEGGI ARTICOLO). Vigili del fuoco impegnati con i gommoni, lungo tutto il corso d’acqua, e diverse squadre.
Sempre i Vigili del fuoco, nel tardo pomeriggio di giovedì, avevano trovato la testa ed il tronco a Lendinara, sempre nell’Adigetto, i pezzi della salma erano racchiusi in un sacco utilizzato per i rifiuti.
I sostituto procuratore, presso il Tribunale di Rovigo, Maria Giulia Rizzo, ha aperto un fascicolo per omicidio (LEGGI ARTICOLO), il Nucleo investigativo dei Carabinieri del tenente colonnello Marco Passarelli, e i militari dell’Arma della Compagnia di Rovigo, guidati dal Maggiore Giovanni Truglio, stanno cercando di dare un’identità alla vittima. Fondamentali saranno gli esami del medico legale, che ancora non sono terminati. Non è ancora stata chiarita l’arma utilizzata per uccidere.

















