ROVIGO – Era chiaro che le indagini non fossero concluse, dopo i primi 5 fermi (LEGGI ARTICOLO), la Procura della Repubblica di Rovigo ne ha emessi altri due.
Il 19 luglio in piazza Matteotti a Rovigo, il 23enne Amine Gara venne barbaramente ucciso con una bottiglia rotta (LEGGI ARTICOLO). Dopo le prime due convalide (LEGGI ARTICOLO), erano arrivate anche le altre tre (LEGGI ARTICOLO) dal Gip di Vasto e Latina.
Ma la Squadra mobile di Rovigo, diretta dal commissario capo Marica Bozzelli, non si è fermata.
“E’ stato raggiunto un ulteriore risultato operativo per la sicurezza del territorio – il commento del Questore di Rovigo, Eugenio Vomiero – grazie alla professionalità e tenacia degli investigatori della squadra mobile con la direzione della Procura della Repubblica di Rovigo”.
Quella di piazza Matteotti è stata una spedizione punitiva, erano più soggetti coinvolti, una faida tra tunisini e pakistani. Amine Gara aveva ferito qualche giorno prima uno dei presunti assassini, da qui la vendetta del 19 luglio.
Il Procuratore della Repubblica di Rovigo, dott.ssa Manuela Fasolato, che venerdì 8 agosto la Procura ha emesso un decreto di fermo, stante il pericolo di fuga, nei confronti di S. M., cittadino pakistano, nato nel 1997 perché gravemente indiziato, in ipotesi accusatoria, del delitto di omicidio aggravato dalla premeditazione in concorso anomalo ex art. 116, 575, 577 comma 1 n 3) c.p., nonché del delitto di tentato omicidio in concorso anomalo ex art. 116,56,575 c.p. , oltrechè indagato del delitto di rissa.
Il fermo è stato eseguito venerdì dalla Squadra Mobile a Rovigo, che ha rintracciato anche un altro soggetto, Y.M.Z. cittadino pakistano, nato nel 2004, ritenuto, a seguito di indagini ulteriormente sviluppate, in ipotesi accusatoria indagato dei delitti di cui sopra in concorso con gli altri soggetti già indagati.
Entrambi i pakistani sono portati in carcere e la Procura della Repubblica di Rovigo sabato 9 agosto ha richiesto al Giudice per le indagini preliminari di Rovigo la convalida dei fermi così eseguiti e la misura della custodia cautelare in carcere per entrambi i suddetti indagati, in considerazione del pericolo di fuga e del pericolo di reiterazione di reati dello stesso genere di quelli per cui si procede.














One Comment
qualche avvocato,pagato da noi,non ci metterea’ piu’ di tanto a farli rilasciare….con tante scure per il disturbo recato