ROVIGO – Il Procuratore della Repubblica di Rovigo, dott.ssa Manuela Fasolato, comunica che la Procura della Repubblica di Rovigo a seguito di serrate e minuziose indagini svolte dalla Squadra Mobile della Questura di Rovigo delegata e coordinata dalla Procura di Rovigo, ha disposto il 23 luglio un decreto di fermo disponendo la conduzione in carcere per pericolo di fuga nei confronti di 5 soggetti gravemente indiziati, in ipotesi accusatoria, di delitti in relazione ai fatti accaduti nella serata di sabato 19 luglio scorso nel centro cittadino di Rovigo nei giardini delle Due Torri adiacenti a Piazza Matteotti, che hanno portato alla morte un giovane cittadino tunisino, Amine Gara, e al ferimento di un suo connazionale. (LEGGI ARTICOLO)
Nella giornata di oggi 24 luglio la Squadra Mobile della Questura di Rovigo diretta dalla dottoressa Marica Bozzelli, delegata della Procura della Repubblica di Rovigo, in collaborazione con le Squadre Mobili di Chieti e di Latina, ha dato esecuzione al decreto di fermo suddetto disposto dalla Procura di Rovigo nei confronti dei 5 soggetti che sono stati a seguito del fermo messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
La città di Rovigo attendeva una risposta, la Polizia di Stato l’ha data.
Nello specifico, H.A., indagato per delitto di omicidio aggravato dalla premeditazione ex art 575, 577 comma 1) n. 3 c.p. e per rissa ex 588 c.p., è stato fermato a Aprilia (LT); T.M.Q., R.T.U, A.A., R.S. indagati per il delitto di omicidio aggravato dalla premeditazione in concorso anomalo ex art. 116, 575, 577 comma 1 n 3) c.p. e per rissa ex 588 c.p, sono stati fermati rispettivamente il primo ed il secondo a Rovigo, il terzo ed il quarto a Torino di Sangro (CH). T.M.Q, H.A e A.A. sono indagati anche per tentato omicidio in concorso ex art. 110, 56,575 c.p. e R.S. e R.T.U. per tentato omicidio in concorso anomalo ex art. 116,56,575 c.p.
In particolare i 5 fermati sono indagati in ipotesi accusatoria del delitto p.p. dall’articolo 588, comma 2 c.p. per aver partecipato in Rovigo il 19 luglio 25 ad una rissa tra soggetti di nazionalità pakistana e altri di nazionalità tunisina e altra nazionalità, anche originata da una precedente aggressione del 17 luglio 2025 di Amine Gara e di altri soggetti di nazionalità tunisina e marocchina nei confronti di T. M. Q. , nel corso della quale Amine Gara ha colpito con una bottiglia di vetro T. M. Q. che ha riportato lesioni personali giudicate guaribili in 10 giorni.
La rissa del 19 luglio è contestata con l’aggravante che, nella rissa, Amine Gara rimaneva ucciso e F.M. riportava lesioni.
H.A. è indagato in ipotesi accusatoria del delitto p.p. dall’articolo 575, 577, comma 1, n. 3) c.p. a Rovigo il 19 luglio 25 perché nel corso della rissa cagionava la morte di Amine Gara colpendolo con il collo di una bottiglia infranta, cagionando lui “uno shock emorragico in ferita da arma bianca penetrante con lesione epatica e toracica dx” da cui derivava il decesso, con l’aggravante della premeditazione;
T. M.Q., H. A. e A. A. sono indagati in ipotesi accusatoria del delitto p. e p. dall’articolo 110, 56, 575 c.p. in Rovigo il 19/7/25 perché concorrevano a compiere atti idonei diretti in modo non equivoco a cagionare la morte di F. M. nel corso della rissa, dapprima, T. M. Q. e H. A. colpivano F. M., con più colpi, un frammento di bottiglia di vetro, al fianco destro; poi, A. A. sferrava un ulteriore colpo a F. M., nella parte superiore del corpo; non riuscendo a cagionare la morte di F. M. per circostanze non dipendenti dalla loro volontà (e, in particolare, grazie al pronto intervento dei sanitari) ma cagionando lesioni personali gravi consistenti in una “una ferita lacera penetrante addominale”, con prognosi riservata, da cui – anche in considerazione della sede corporea attinta e del mezzo utilizzato – derivava il pericolo di vita.
I soggetti indagati per la rissa, cui non è direttamente contestato l’omicidio e il tentato omicidio, sono indagati per concorso anomalo di cui all’art.116 c.p. nei fatti reato di omicidio e tentato omicidio, per aver partecipato ad una rissa caratterizzata, sin dal suo inizio, da reciproci intenti lesivi, anche in considerazione del fatto che l’aggressione è stata organizzata anche quale reazione all’aggressione subita il 17 luglio 2025 da T. M. Q da parte di Amine Gara, altresì del fatto che i partecipanti alla rissa del 19 luglio si erano armati di frammenti di bottiglie di vetro e oggetti contundenti, nonché del fatti che H.A. copriva durante la rissa del 19 luglio il suo volto con un passamontagna, al fine di ostacolare la sua identificazione.









