Bonato e Moda (Impegno per il Bene Comune) interrogano il sindaco: “Serve un’azione forte per difendere la sanità pubblica del Basso Polesine”

ADRIA (Rovigo) – Torna alta la preoccupazione per il futuro dell’ospedale di Adria, al centro di una nuova interrogazione consiliare presentata dai consiglieri comunali Enrico Bonato e Sandra Moda del gruppo Impegno per il Bene Comune.

Nel documento, i consiglieri segnalano le crescenti criticità dell’assistenza sanitaria in Polesine, già denunciate nei giorni scorsi dai rappresentanti sindacali di Cgil e Uil Funzione Pubblica, che hanno parlato di un possibile “blackout della sanità polesana”.

Tra i nodi più gravi vengono indicati quelli dei presidi di Adria e Trecenta, dove la carenza di personale nei reparti di Pronto Soccorso e Radiologia sta mettendo a dura prova i servizi ai cittadini.

Secondo quanto emerso, l’ospedale adriese sarebbe privo dell’automedica del SUEM 118 nelle ore notturne, con conseguenze dirette sui tempi di intervento e sulla sicurezza dei pazienti. “Si parla di un progressivo smantellamento della rete ospedaliera e territoriale – si legge nell’interrogazione – con il rischio di riduzione dell’offerta sanitaria pubblica e trasferimento di funzioni al settore privato.”

Bonato e Moda ricordano che il presidio di Adria rappresenta un punto di riferimento essenziale per tutto il Basso Polesine, area già penalizzata da collegamenti difficili e da una popolazione mediamente anziana.

Per questo motivo, i consiglieri chiedono al sindaco e alla giunta comunale:

  • se siano stati richiesti chiarimenti all’ULSS 5 Polesana sulle carenze di personale e mezzi, e con quali risultati;
  • se corrisponda al vero la mancanza dell’automedica SUEM 118 di notte, e per quali motivazioni;
  • se l’amministrazione intenda sollecitare Regione Veneto e ULSS 5 per il potenziamento dei reparti e il ripristino dei servizi di emergenza;
  • se il sindaco, come autorità sanitaria locale, intenda promuovere un incontro pubblico o un tavolo congiunto con i sindacati, l’azienda sanitaria e gli altri Comuni del Basso Polesine.

“Il Comune – scrivono i firmatari – pur non avendo competenza diretta in materia sanitaria, ha il dovere di rappresentare le esigenze del territorio e di chiedere che siano garantiti i livelli essenziali di assistenza.”

L’interrogazione è stata depositata il 20 ottobre 2025, e sarà discussa nel prossimo consiglio comunale.

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