ADRIA (Rovigo) – Nuova polemica politica ad Adria sulla nomina dell’addetta stampa del sindaco Massimo Barbujani. A sollevarla è il consigliere comunale Giorgio Zanellato, che in una nota del Partito Democratico critica modalità, costi e presunte incongruenze negli atti amministrativi relativi all’assunzione della figura destinata a gestire i rapporti con i media.
Secondo Zanellato il Pd aveva già espresso in precedenza la propria contrarietà alla scelta di assumere una segretaria a esclusiva disposizione del sindaco per i rapporti con la stampa, ritenendo la spesa «consistente e non indispensabile» (LEGGI ARTICOLO).
«Si potevano raggiungere gli stessi obiettivi – sostiene il consigliere – assumendo una figura che potesse anche contribuire a risolvere alcune problematiche negli uffici comunali carenti di organico, magari rivolgendosi ad As2».
“Contraddizioni negli atti”
Nel mirino del consigliere dem ci sarebbero soprattutto alcune presunte incongruenze tra gli atti amministrativi.
Nel decreto del sindaco n.75 del 30 dicembre 2025, con cui viene individuata la persona da assumere, si parla infatti di scelta effettuata «dopo aver svolto adeguati sondaggi informali negli ambienti professionali idonei».
Diversa invece la formulazione contenuta nella determina n.97 del 26 gennaio 2026, firmata dal segretario generale Alessandro Bertoia, dove si fa riferimento alla verifica dei requisiti previsti da un bando di concorso e alla relativa graduatoria per l’assunzione come istruttore amministrativo a tempo pieno e determinato, ai sensi dell’articolo 90 del Testo unico degli enti locali.
«Il sindaco parla di sondaggi informali – osserva Zanellato – mentre il segretario comunale fa riferimento alla verifica dei requisiti previsti da un bando e dalla relativa graduatoria. Un contrasto clamoroso tra i due atti».
Per il consigliere del Pd si tratterebbe quindi «di un’operazione opaca e poco trasparente che solleva dubbi e perplessità e che deve essere chiarita al più presto».
Il caso delle delibere da rettificare
Nella nota Zanellato richiama anche quanto accaduto nell’ultima seduta del Consiglio comunale del 26 febbraio, quando ai consiglieri è stato chiesto di rettificare undici delibere approvate il 30 settembre 2025.
In quelle deliberazioni – spiega – tra i presenti sarebbe stata indicata per errore Simonetta Farinelli, che all’epoca non era ancora consigliera, al posto della consigliera Marzia Manzetto, effettivamente presente alla seduta.
«Sono trascorsi più di cinque mesi e le delibere hanno già prodotto i loro effetti – sottolinea Zanellato –. Abbiamo apprezzato l’onestà intellettuale del segretario comunale che ha respinto la proposta di modificare gli atti senza passare dal Consiglio».
Il consigliere dem conclude parlando di «un fatto grave che non può essere ridotto a semplice errore materiale», attribuendo al presidente del Consiglio Sandri la responsabilità di garantire correttezza e veridicità degli atti.
Per Zanellato si tratterebbe dell’«ennesima prova di pressapochismo», segnale delle difficoltà della macchina amministrativa e delle scelte della giunta guidata dal sindaco Barbujani.
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