Il decreto firmato da Barbujani individua una collaboratrice fiduciaria per l’Ufficio di staff. I dem: “Scelta legittima sulla carta, ma politicamente sbagliata e poco trasparente”

ADRIA (Rovigo) – La nomina di una collaboratrice esterna nello staff del sindaco di Adria Massimo Barbujani accende lo scontro politico in città. Al centro della polemica c’è il decreto sindacale n. 75 del 30 dicembre 2025, con cui il primo cittadino ha individuato una figura da assumere a tempo pieno e determinato, ai sensi dell’articolo 90 del Testo unico degli enti locali, da assegnare all’Ufficio di staff alle sue dirette dipendenze.

Un atto che il Partito Democratico di Adria contesta duramente, parlando di una decisione “sconcertante”, soprattutto nel contesto di una macchina comunale che – secondo lo stesso sindaco – soffrirebbe da tempo di gravi carenze di personale e disservizi diffusi negli uffici.

Il decreto: nomina fiduciaria prevista dalla legge

Nel decreto, il sindaco richiama puntualmente il quadro normativo: l’articolo 90 del D.Lgs. 267/2000 consente infatti agli enti locali di istituire uffici di supporto agli organi di direzione politica e di assumere collaboratori esterni con rapporto fiduciario, anche in deroga alle ordinarie procedure concorsuali, purché nel rispetto di precisi presupposti.

Il Comune di Adria aveva già previsto l’Ufficio di staff nell’organigramma approvato dalla Giunta e nel PIAO 2025-2027, che includeva l’assunzione di un istruttore amministrativo a tempo determinato fino alla fine del mandato sindacale. Il decreto motiva la scelta con la mancanza, tra il personale interno, di figure con esperienza specifica nei rapporti con i mass-media e nella comunicazione politico-istituzionale, ritenuta necessaria per l’attività dell’amministrazione.

La persona individuata è Livia Simonetti, il cui curriculum – si legge nell’atto – risponde ai requisiti formali e alle esigenze dell’Ufficio di staff. Il decreto esplicita inoltre l’esistenza di un “forte legame fiduciario” con il sindaco, elemento centrale nelle assunzioni ex art. 90.

Le critiche del PD: “Metodo che alimenta dubbi”

Proprio questo punto è al centro delle critiche del Partito Democratico. Pur riconoscendo che la legge consente nomine fiduciaria, i dem contestano l’opportunità politica e il metodo adottato dal sindaco. In particolare, sottolineano come Barbujani abbia ammesso di non aver attivato alcuna procedura pubblica di selezione, parlando di colloqui informali con quattro persone senza chiarire i criteri con cui sarebbero state individuate.

Secondo il PD, la scelta appare ancora più discutibile perché non risponde alle reali esigenze degli uffici comunali, spesso indicati dal sindaco stesso come in sofferenza. “Si assume una figura che non risolve le carenze operative – affermano i dem – mentre i servizi continuano a funzionare a singhiozzo”.

Un ulteriore elemento di perplessità riguarda il profilo professionale: lo stesso sindaco avrebbe riconosciuto che la figura individuata non rientrava inizialmente tra quelle previste nell’organico comunale, circostanza che, secondo il PD, contribuisce ad alimentare dubbi e congetture.

Una scelta che divide anche il centrodestra

Nel comunicato dem si fa riferimento anche a un malessere che attraverserebbe gli stessi ambienti del centrodestra adriese e polesano, dove la nomina verrebbe giudicata “fuori dal mondo” in una fase economica delicata e con bilanci comunali sotto pressione.

Il timore espresso è che questo modo di procedere finisca per sovraesporre non solo l’amministrazione, ma anche la persona scelta, creando un clima di polemica permanente e indebolendo ulteriormente l’azione di governo della città.

Una vicenda destinata a far discutere

La nomina ex art. 90, dunque, si colloca in una zona grigia in cui legittimità formale e responsabilità politica non necessariamente coincidono. Se da un lato il decreto richiama in modo puntuale norme, regolamenti e giurisprudenza della Corte dei Conti, dall’altro l’opposizione chiede conto delle scelte, della trasparenza e delle priorità amministrative.

Una vicenda che difficilmente si esaurirà qui e che promette di restare al centro del dibattito politico adriese nelle prossime settimane.

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