Il capogruppo di Cambia Rovigo interviene sul dibattito in Consiglio comunale: «Le aree sono state individuate dal Pitesai approvato nel 2021 dal governo sostenuto dal Partito Democratico»

ROVIGO – Si arricchisce di un nuovo intervento il confronto politico sulle trivellazioni nel Delta del Po, tema che approderà nelle prossime sedute del Consiglio comunale di Rovigo con due mozioni distinte: una di netta contrarietà presentata dai consiglieri Diego Crivellari e Palmiro Tosini (LEGGI ARTICOLO), l’altra che lascia aperta la possibilità alle estrazioni in presenza di valutazioni tecnico-scientifiche che escludano rischi per il territorio, in particolare sul fronte della subsidenza (LEGGI ARTICOLO).

A intervenire nel dibattito è Ezio Conchi, capogruppo della lista civica Cambia Rovigo, che critica la mozione del Partito Democratico definendola «un vero e proprio autogol politico».

Secondo Conchi, la richiesta di esprimere una contrarietà alle trivellazioni nel Delta del Po non tiene conto delle scelte già compiute a livello nazionale. «L’individuazione delle aree per la ricerca e l’eventuale estrazione di gas e idrocarburi – osserva – è stata definita nel 2021 dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con il Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee, il cosiddetto Pitesai, firmato dall’allora ministro Roberto Cingolani del governo Draghi sostenuto anche dal Partito Democratico».

Il Pitesai, spiega Conchi, rappresenta il documento strategico che individua le aree terrestri e marine dove tali attività possono essere consentite sulla base di criteri di sostenibilità e dopo valutazioni ambientali e geologiche. «È una sorta di piano regolatore – sostiene – che stabilisce dove è possibile svolgere queste attività. Non ci si può lamentare se poi vengono rilasciate autorizzazioni proprio nelle aree individuate come idonee».

Per il capogruppo di Cambia Rovigo, dunque, il Partito Democratico dovrebbe piuttosto interrogarsi sulle scelte compiute a livello nazionale. «Chi è causa del suo mal pianga se stesso», osserva, richiamando il fatto che il piano è stato approvato quando al governo sedevano anche le forze politiche che oggi chiedono lo stop alle trivelle.

Nel merito della questione, Conchi invita inoltre a non dare per scontato il legame tra estrazioni e fenomeni di abbassamento del suolo. «Sostenere in modo apodittico che le estrazioni provocheranno subsidenza – afferma – è un’affermazione che può avere presa ma che dovrebbe essere supportata da pareri qualificati e indipendenti».

Secondo Conchi la mozione presentata dal Pd appare quindi «strumentale» e difficilmente mediabile, «a meno che non si ammetta preliminarmente l’errore commesso nel 2021 con l’approvazione del Pitesai». In caso contrario, conclude, il dibattito rischia di rimanere confinato allo scontro politico senza affrontare realmente i presupposti normativi e tecnici della questione.

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