In vista della riunione dei capigruppo per calendarizzare il prossimo consiglio comunale di Rovigo, i due consiglieri chiedono un confronto pubblico: “Ambiente e subsidenza riguardano tutti, non una parte politica”

ROVIGO – La mozione contro la possibile ripresa delle trivellazioni nel Delta del Po torna al centro del dibattito politico rodigino. In vista della riunione dei capigruppo che dovrà stabilire l’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale, i consiglieri Diego Crivellari e Palmiro Franco Tosini ribadiscono l’importanza di discutere in aula la proposta già presentata nei giorni scorsi (LEGGI ARTICOLO).

Per i due esponenti dell’opposizione, l’obiettivo non è aprire uno scontro politico ma stimolare un confronto pubblico chiaro e trasparente, a partire dal capoluogo polesano, su un tema che coinvolge l’intero territorio.

«Lo scopo della nostra mozione – spiegano – è quello di superare un attendismo ingiustificato e avviare una discussione pubblica su un tema che riguarda la sicurezza e il futuro del Polesine».

Crivellari e Tosini ricordano come il territorio polesano abbia già pagato un prezzo altissimo durante il periodo delle estrazioni di acque metanifere, quando l’abbassamento del suolo raggiunse livelli impressionanti, aggravando il fenomeno della subsidenza.

Secondo i due consiglieri, la particolare conformazione geologica del bacino padano-adriatico e gli studi tecnici già disponibili evidenziano rischi concreti legati all’estrazione di gas. Per questo motivo, ritengono ambigua o dilatoria la posizione di chi chiede ulteriori approfondimenti scientifici.

«In un territorio che si trova già sotto il livello del mare – sottolineano – un errore di calcolo anche di pochi centimetri potrebbe significare l’allagamento permanente di migliaia di ettari».

Il Polesine, ricordano, vive oggi grazie a un equilibrio idraulico estremamente delicato, garantito anche dal lavoro dei Consorzi di bonifica e da un sistema di idrovore che consente di mantenere asciutti territori che altrimenti sarebbero sommersi.

Ogni millimetro di subsidenza, spiegano, comporta un aumento esponenziale dei costi energetici per il funzionamento delle idrovore, con conseguenze dirette sulle spese sostenute dai consorzi e quindi sulle bollette dei cittadini.

«Una volta che il terreno si è abbassato – aggiungono – non esiste alcuna possibilità di rimediare».

Per questo i due consiglieri richiamano l’applicazione del principio di precauzione previsto dall’articolo 191 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, che impone di agire preventivamente quando esiste il rischio di danni gravi o irreversibili per l’ambiente.

Crivellari e Tosini insistono quindi su un punto: la mozione non deve essere letta come un atto ideologico o di contrapposizione politica.

«Non è una mozione contro qualcuno – spiegano – ma a favore di tutti i polesani. L’ambiente, il rischio di subsidenza e la sicurezza idraulica non hanno colore politico e riguardano indistintamente tutti i cittadini».

Per questo motivo l’auspicio è che il consiglio comunale possa affrontare il tema con spirito unitario. «La nostra proposta – concludono – è un atto di difesa per la sopravvivenza fisica del nostro territorio».

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