ROVIGO – Anche il Comune capoluogo deve prendere posizione contro la ripresa delle trivellazioni nel Delta del Po. È questo il senso della mozione presentata in Consiglio comunale da Diego Crivellari (Partito Democratico) e Franco Palmiro Tosini (Lista Civica Democratica Inclusiva), sul tema delle nuove ricerche ed estrazioni di idrocarburi tra Adriatico e Polesine.
I due consiglieri richiamano la mobilitazione “largamente trasversale” che si è creata nelle ultime settimane, culminata nella manifestazione di Adria del 21 febbraio (LEGGI ARTICOLO), alla quale hanno partecipato oltre 30 sindaci del territorio, rappresentanti di Provincia, Regione, parlamentari, associazioni e cittadini. In quell’occasione, però, il Comune di Rovigo non era presente.
“Riteniamo – dichiarano Crivellari e Tosini – che una mobilitazione di questa portata non possa vedere assente il Comune capoluogo. Anche Rovigo deve fare la sua parte e prendere pubblicamente posizione”.
Il peso della storia e della subsidenza
Nella mozione i consiglieri ripercorrono la storia delle estrazioni metanifere che, tra il 1938 e il 1964, hanno interessato le province di Rovigo, Ferrara e parte del Ravennate. L’emungimento delle acque metanifere, ricordano, ha accelerato l’abbassamento naturale del suolo con punte superiori ai tre metri tra il 1950 e il 1980.
Studi successivi, tra cui rilievi promossi dall’Università di Padova, hanno evidenziato un ulteriore abbassamento di circa 50 centimetri nel periodo 1983-2008 nell’area del Delta del Po.
Un fenomeno che ha aggravato il dissesto idraulico e idrogeologico dell’area, rendendo indispensabile il lavoro continuo del sistema di bonifica: 201 idrovore nel Polesine, 170 nel Ferrarese e 144 nel Ravennate garantiscono ogni giorno la salvaguardia di un territorio in larga parte sotto il livello del mare.
Le nuove licenze e l’allarme nel territorio
A preoccupare è la notizia dell’assegnazione di 34 licenze per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi da parte del Ministero dell’Ambiente, alcune delle quali riguarderebbero aree della provincia di Rovigo e i Comuni di Adria, Gavello, Villanova Marchesana, Papozze, Taglio di Po, Ariano nel Polesine e Corbola.
Secondo i firmatari della mozione, nuove trivellazioni rischierebbero di “accelerare e amplificare” il fenomeno della subsidenza, compromettendo in via definitiva l’equilibrio ambientale, sociale ed economico dell’area deltizia.
La richiesta al Consiglio comunale
Con il documento presentato il 24 febbraio, il Consiglio comunale viene chiamato a esprimere formalmente la propria contrarietà alla ripresa delle attività di trivellazione nel Delta.
La mozione impegna inoltre il sindaco e la Giunta a rendere esplicita tale posizione nelle sedi istituzionali competenti e a sollecitare il Governo, in particolare il Ministero competente, a rivedere le decisioni assunte, oltre a rifinanziare gli interventi già previsti in passato per mitigare gli effetti della subsidenza.
“Confidiamo – concludono Crivellari e Tosini – che proprio questo tema possa unire tutti i consiglieri e le diverse forze politiche. L’unità del territorio è la condizione per far sentire con più forza la voce di Rovigo e del Polesine a Roma e nelle sedi dove il tema continuerà a essere discusso”.
Per approfondire leggi anche:
Trivelle, Cittadin spiega l’assenza al corteo di Adria: “Tema da approfondire, non sono per i no a prescindere”
Trivelle, Bovolenta e Romeo: “Il Polesine deve dire No, uniti e senza ambiguità”
Trivelle, Rifondazione attacca: “Il Polesine dice No, Cittadin resta isolata”
Rossini a Cittadin: La partenza non è delle migliori









