Una comunità unita nel ricordo dei caduti e nei valori della democrazia nel comune di Porto Tolle (Rovigo).  Omaggio alla Liberazione e ai valori fondanti della Repubblica.

PILA – Una mattinata intensa, partecipata e carica di significato ha segnato le celebrazioni del 25 Aprile nella frazione di Pila, dove cittadini, istituzioni e associazioni si sono ritrovati per rendere omaggio alla Liberazione e ai valori fondanti della Repubblica.

Il programma ha preso avvio alle ore 10:00 in via Curtatone, punto di ritrovo delle Associazioni Combattentistiche, che hanno dato il via a un percorso condiviso di memoria. Poco dopo, alle 10:15, si è svolto il solenne alzabandiera alla presenza delle Autorità Civili e Militari, in un clima di composto raccoglimento.

La celebrazione è poi proseguita nella chiesa di San Carlo Borromeo, dove Padre Fiorenzo ha officiato la Santa Messa accompagnata dal coro parrocchiale. Un momento di profonda riflessione dedicato a tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per la libertà del Paese.

Alle 11:30, davanti al Monumento dei Caduti, si è tenuta la tradizionale deposizione della corona, gesto simbolico che rinnova ogni anno il legame tra passato e presente, tra memoria e responsabilità civile.

Il significato della libertà nelle parole del sindaco

Particolarmente toccante il discorso del sindaco di Porto Tolle, che ha invitato i presenti a riflettere sul valore autentico della libertà:
“Essere liberi significa poter vivere senza paura, esprimere le proprie idee, costruire il proprio futuro senza limiti imposti”, ha affermato, sottolineando come questo diritto assuma un significato ancora più profondo quando si traduce nella possibilità di vivere in pace nella propria terra.

Il primo cittadino ha poi condiviso una testimonianza personale, raccontando la storia di una donna iraniana residente in Italia. Di fronte alla proposta di lasciare il proprio Paese per cercare sicurezza altrove, la madre della donna ha risposto con parole che hanno colpito profondamente:
“Perché dovrei andarmene io? Questa è la mia casa. Sono i dittatori che devono andarsene”.

Un messaggio potente che, secondo il sindaco, racchiude l’essenza stessa del 25 Aprile. I partigiani italiani non scelsero la fuga, ma la resistenza, lottando per restituire il Paese ai cittadini e porre fine alla tirannia.

Nel richiamo a quella storia lontana ma attuale, emerge un filo rosso che unisce generazioni e popoli: la libertà non è un privilegio, ma un diritto universale, che va difeso ogni giorno. Un monito che la comunità di Pila ha saputo accogliere con rispetto e consapevolezza, rinnovando il valore di una memoria viva e condivisa.

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