Dalla sede provinciale del partito il richiamo alla Resistenza e alle sfide di oggi: “Libertà e diritti vanno difesi ogni giorno”

ROVIGO – Il 25 Aprile non è una ricorrenza neutra né un semplice passaggio istituzionale. Dalla sede provinciale di Rifondazione Comunista arriva una presa di posizione netta in vista dell’81° anniversario della Liberazione.

Il direttivo ribadisce il valore fondante della giornata, riportando al centro il significato storico della Resistenza e il ruolo di chi contribuì alla fine del nazifascismo.

“Il 25 Aprile (LEGGI ARTICOLO) rappresenta il momento in cui l’Italia ha riconquistato la libertà grazie alla lotta della Resistenza, delle partigiane e dei partigiani, delle lavoratrici e dei lavoratori” .

Un richiamo esplicito anche al modo in cui questa memoria viene trasmessa oggi. Dal partito si sottolinea come non possa essere svuotata di contenuto o ridotta a rituale. “Ricordarlo significa affermare con chiarezza da chi siamo statə liberatə e grazie al contributo di chi” .

Nel confronto interno, emerge anche il tema della comunicazione istituzionale, considerata un elemento tutt’altro che secondario. La memoria, spiegano, non è un esercizio formale, ma una responsabilità collettiva. “La memoria non è un dettaglio formale: è un impegno civile che riguarda tutte, tutti e tuttə” .

Ma il ragionamento non si ferma al passato. Dal direttivo di Rifondazione il 25 Aprile viene collegato alle criticità del presente: dalla violenza di genere alle disuguaglianze economiche, fino alle discriminazioni sociali e culturali.

Questioni diverse, ma lette come parte di una stessa necessità di difesa dei diritti e della dignità. “Dinamiche che minano la coesione sociale e che richiedono un impegno collettivo, culturale e politico”.

In questo contesto, il partito conferma la partecipazione alle iniziative in programma sul territorio polesano, accanto alle realtà associative e democratiche.

L’obiettivo dichiarato è quello di mantenere vivo un impegno quotidiano contro ogni forma di autoritarismo e discriminazione.

Il senso della giornata, ribadiscono, resta quello originario: non solo memoria, ma direzione.

“Il 25 Aprile è la festa della libertà riconquistata, della dignità umana, della giustizia sociale. È la festa della Repubblica nata dalla Resistenza” .

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