ROVIGO – Niente retorica stanca, niente celebrazioni di circostanza. In Piazza Masslo, il 25 aprile, la Liberazione è tornata ad essere qualcosa di vivo. E pure parecchio affollato: oltre 250 persone per “Giorno Libera Tuttx”, iniziativa che ha trasformato la ricorrenza in un momento concreto di confronto e partecipazione (LEGGI ARTICOLO).
L’evento, ideato da Lorenzo Casna e Letizia Casonato per il Forum dei Cittadini insieme ad Alessandro Panella di Civica per Rovigo, nasceva con un obiettivo piuttosto ambizioso: riportare la libertà fuori dai discorsi ufficiali e dentro la vita quotidiana. Per una volta, missione non fallita.
Il pomeriggio si è sviluppato attorno a due panel tematici, costruiti con un taglio tutt’altro che superficiale. Il primo, dedicato alle libertà individuali e moderato dallo stesso Panella, ha visto il confronto tra Paolo Veronesi, ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Ferrara, e il saggista Giuseppe Civati. Tema: diritti, Costituzione e limiti del potere. Non esattamente chiacchiere da bar.
Il secondo panel, sulle libertà collettive, moderato da Elena Rossi, ha ampliato lo sguardo con interventi del giornalista Ivan Compasso, di Federica Franceschi (Filctem CGIL) e delle rappresentanti della Rete degli Studenti Medi, Ash Papuzzi e Matilde Visto. Dentro c’era tutto: lavoro, partecipazione, giovani e quel piccolo dettaglio chiamato futuro.
Ma non è stata solo una sequenza di interventi. La piazza ha funzionato perché era viva anche fuori dal microfono. Laboratori come quello di cianotipia del progetto Edicò, le attività dell’associazione Sottosopra, la musica de “La Bottega del Compensato” e la performance teatrale dell’attrice Giorgia Forno hanno costruito un contesto culturale che raramente si vede nelle celebrazioni istituzionali.
E poi, dettaglio che spesso salva gli eventi dalla noia: cibo e convivialità, con La Pizza di Nino e il Birrificio Torre Mozza a fare la loro parte. Perché la partecipazione passa anche da lì, inutile fingere il contrario.
Il risultato è stato evidente: una piazza piena e soprattutto partecipe. “Giorno Libera Tuttx” si è imposto come qualcosa di più di un evento. Un tentativo, riuscito, di riportare al centro il senso del 25 aprile senza imbalsamarlo.
In un’epoca in cui la disaffezione politica è quasi uno sport nazionale, vedere centinaia di persone fermarsi ad ascoltare, discutere e condividere idee fa quasi effetto. Sembra banale, ma non lo è affatto. La sensazione, per una volta, è che la libertà non sia rimasta chiusa nei discorsi ufficiali. È scesa in piazza.


















