ROVIGO – Si riaccende il clima di forte preoccupazione attorno ai servizi di diagnostica radiologica dell’Ulss 5 Polesana. Secondo quanto denunciato dalle organizzazioni sindacali e dai medici radiologi dei presidi ospedalieri di Rovigo, Trecenta e Adria, gli impegni assunti nei mesi scorsi durante il tavolo prefettizio non sarebbero stati concretamente rispettati, lasciando irrisolte numerose criticità organizzative e professionali.
Una situazione definita di “grave sofferenza” che avrebbe spinto i professionisti del settore a chiedere la convocazione di un’assemblea sindacale unitaria, fissata per il prossimo 29 maggio 2026 dalle 13 alle 15, presso la Radiologia dell’Ospedale di Rovigo.
Al centro del confronto ci sarà la verifica dello stato di attuazione delle misure che l’Azienda Ulss 5 aveva annunciato nell’ambito della procedura di conciliazione prefettizia avviata nei mesi scorsi per lo stato di agitazione della dirigenza medica radiologica.
Tra i temi più delicati figurano la gestione della Radiologia multi-sede, la copertura delle attività notturne, festive e prefestive, la gestione delle urgenze neuroradiologiche e le possibili collaborazioni con l’Azienda Ospedaliera di Padova. Sul tavolo anche il ricorso temporaneo a operatori esterni e gli strumenti per migliorare l’appropriatezza prescrittiva.
Secondo i sindacati, molte delle soluzioni annunciate sarebbero state applicate soltanto in parte, senza riuscire a risolvere le difficoltà operative che continuano a gravare sui professionisti e sulla continuità assistenziale.
Per questo motivo, durante l’assemblea potrebbe essere conferito alla Fp Cgil il mandato per chiedere la riapertura del tavolo in Prefettura e la riattivazione dello stato di agitazione, oltre all’avvio di ulteriori iniziative sindacali a tutela del personale sanitario e della sicurezza dei percorsi assistenziali.
Al termine dell’incontro, previsto intorno alle ore 15, i rappresentanti sindacali saranno disponibili davanti all’ingresso principale dell’Ospedale di Rovigo per aggiornamenti e dichiarazioni ai mezzi di informazione.
La vicenda torna così ad accendere i riflettori sulle difficoltà organizzative della sanità polesana, in un settore strategico come quello della diagnostica radiologica, fondamentale per garantire tempestività e qualità delle cure ai cittadini.
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