ROVIGO – Un’interrogazione parlamentare per fare chiarezza sulle condizioni di vita e di lavoro dei braccianti agricoli che vivono nell’area di Borgo Fiorito, a Cavanella Po, frazione di Adria. A presentarla è la deputata polesana del Partito Democratico Nadia Romeo, che ha chiesto ai ministri delle Infrastrutture e del Lavoro verifiche urgenti dopo il tragico incidente stradale avvenuto all’alba del 9 maggio nel territorio di Chioggia, costato la vita a tre braccianti agricoli (LEGGI ARTICOLO).
Secondo quanto riportato nell’atto parlamentare, le vittime vivevano proprio a Borgo Fiorito, area che da anni viene segnalata per criticità legate alle condizioni abitative e sociali dei lavoratori agricoli, spesso stranieri.

Nell’interrogazione Romeo ricostruisce anche l’evoluzione della zona: inizialmente abitata soprattutto da richiedenti asilo inseriti in percorsi di accoglienza convenzionati con la Prefettura, oggi l’area ospiterebbe prevalentemente braccianti agricoli impiegati nelle campagne circostanti, alloggiati in immobili affittati sul libero mercato.
La parlamentare richiama poi le numerose segnalazioni emerse dopo il dramma, relative a condizioni di degrado degli immobili e della zona, con problemi legati a pulizia, sicurezza, decoro e vivibilità complessiva.
Particolarmente grave, secondo l’esponente dem, sarebbe anche la situazione di alcune abitazioni prive di utenze idriche attive, con evidenti conseguenze sul piano igienico-sanitario e della dignità delle persone che vi abitano.
Da qui la richiesta rivolta ai ministeri competenti di verificare non solo gli aspetti abitativi, ma anche quelli lavorativi e della sicurezza.
Romeo chiede infatti se il Governo sia a conoscenza della situazione e quali iniziative intenda assumere “al fine di promuovere verifiche sulla regolarità dei rapporti di lavoro dei braccianti residenti a Cavanella Po e a Borgo Fiorito, sulle loro condizioni di trasporto e di sicurezza, nonché sull’eventuale presenza di fenomeni di sfruttamento lavorativo o caporalato”.

L’interrogazione punta inoltre a un accertamento complessivo sulle condizioni igienico-sanitarie e sulla regolarità dei contratti di locazione degli immobili occupati dai lavoratori agricoli.
La deputata chiede infine un coordinamento tra istituzioni e autorità territoriali per garantire “condizioni dignitose di vita e lavoro e adeguati presidi di tutela” per una comunità che viene definita ormai stabilmente insediata nell’area di Borgo Fiorito.
Perché nel 2026 scoprire che persone che raccolgono il cibo che arriva sulle tavole vivono senza acqua corrente o viaggiano in condizioni insicure dovrebbe essere considerato un fallimento collettivo, non una nota di cronaca da archiviare tra le tragedie della strada.

















