ROMA – Nuovo intervento di Nadia Romeo alla Camera dopo quello rivolto al ministro Francesco Lollobrigida (LEGGI ARTICOLO): presenta un ordine del giorno chiedendo l’impegno del Governo per l’edilizia residenziale pubblica nell’ambito dei lavori per il cosiddetto decreto “salva-casa”. Alla seconda settimana dalla proclamazione alla Camera dei Deputati, la deputata polesana Nadia Romeo è intervenuta nuovamente in aula per presentare un ordine del giorno cofirmato con il collega Marco Furfaro.
Il gruppo del Pd alla Camera ha infatti presentato diversi emendamenti “con lo scopo di migliorare la conversione in legge di un decreto che non mira a dare risposte abitative, a ridisegnare le città a misura di cittadino ma che regala solo condoni e limita gli strumenti di pianificazione alle città, tra questi emendamenti, ho presentato personalmente quello cofirmato con Marco Furfaro”.
La proposta presentata da Romeo impegnava il governo a incrementare l’offerta di alloggi di edilizia residenziale pubblica attraverso la riqualificazione energetica degli edifici esistenti, in un’ottica di rigenerazione urbana a consumo zero di suolo. Il piano prevedeva l’utilizzo di aree pubbliche dismesse e la demolizione e ricostruzione con aumento volumetrico di edifici giunti a fine vita edilizia. “Crediamo fermamente – ha aggiunto la deputata Romeo – che lavorando sull’edilizia residenziale pubblica, avremmo potuto offrire soluzioni concrete a giovani, coppie e famiglie in difficoltà.”
Il governo avrebbe accolto la proposta chiedendo di trasformare l’ordine del giorno in raccomandazione, ma “non abbiamo accettato questa soluzione – si è opposta Romeo – perché chiedevamo al governo un impegno concreto e immediato, visto il problema dell’emergenza abitativa e casi eclatanti come il caro affitti per gli studenti universitari”.
Di conseguenza, l’Odg di Romeo e Furfaro ha incassato il voto contrario da parte della maggioranza parlamentare.
“Il governo ha posto l’ennesima fiducia, impedendo così la discussione degli emendamenti dei parlamentari. Questo significa che non c’è spazio per contributi migliorativi o nuove idee – ha commentato Romeo in conclusione – Da quando sono entrata in Parlamento, ogni provvedimento è passato con questa modalità.”

















