LENDINARA (Rovigo) – Una giornata di musica, emozioni e crescita personale ha segnato la conclusione dell’anno accademico dell’Istituto Musicale “Aureliano Ponzilacqua”. Sabato 6 giugno, la scuola lendinarese ha portato sul palco i propri allievi per i tradizionali saggi di fine corso, offrendo al pubblico non soltanto uno spettacolo di grande qualitĂ artistica, ma anche una concreta testimonianza di quanto la musica rappresenti un prezioso strumento per il benessere mentale e cognitivo.
Sotto la guida della presidente Anna Maria Gava, il doppio appuntamento ha messo in luce il talento di studenti di ogni etĂ , confermando il ruolo centrale dell’istituto nella vita culturale della cittĂ .
I piccoli musicisti e la straordinaria forza della plasticitĂ cerebrale
Il primo turno, iniziato alle 17, è stato dedicato agli allievi della propedeutica pianistica e musicale. I giovani protagonisti hanno eseguito un repertorio che ha spaziato dalle melodie popolari di Stephen Foster e Ferdinand Behr fino alle pagine di Wolfgang Amadeus Mozart, passando per i brani didattici di M. Vacca e James Bastien.
Non sono mancati i grandi classici come l’“Inno alla Gioia” di Ludwig van Beethoven, la “Marcia dei Soldati” di Robert Schumann e alcune celebri pagine tratte da “Il Lago dei Cigni” di PĂ«tr Il’iÄŤ ÄŚajkovskij.
Osservare i bambini alle prese con tastiera, ritmo e lettura musicale significa assistere a un processo che va ben oltre l’apprendimento artistico. Numerosi studi neuroscientifici dimostrano infatti come l’esercizio musicale favorisca la cosiddetta plasticitĂ cerebrale, ovvero la capacitĂ del cervello di creare nuove connessioni neurali e sviluppare competenze motorie, cognitive e linguistiche.
Nei piĂą giovani, la pratica musicale contribuisce a rafforzare le aree deputate alla coordinazione dei movimenti, all’ascolto e all’elaborazione delle informazioni, creando basi solide per l’apprendimento futuro.
Dalla chitarra al canto lirico: quando la musica accompagna tutta la vita
Alle 21 il palco ha accolto gli allievi dei corsi avanzati e gli studenti adulti, protagonisti di un programma particolarmente ricco e variegato.
Dal Canto Moderno alla Chitarra Moderna, con omaggi ai Nirvana, Bob Marley, Tiziano Ferro, Il Volo e Alfa, fino alla Chitarra Classica, che ha proposto pagine di Leo Brouwer, Mozart e Andres Villasmil.
Grande spazio anche al Violino, con esecuzioni della “Gavottina” di Antonio Curci, della “Surprise Symphony” di Franz Joseph Haydn e del celebre “Concertino in Si minore op. 35” di Oskar Rieding.
Il Pianoforte ha guidato il pubblico in un viaggio musicale che ha attraversato secoli di storia, dalle opere di Beethoven e Johann Sebastian Bach fino alle composizioni contemporanee di Yann Tiersen e Giovanni Allevi.
Particolarmente emozionante il momento dedicato al Canto Lirico, con interpretazioni di arie di Gaetano Donizetti, del celebre “Lamento di Federico” di Francesco Cilea e di “Amor ti vieta” di Umberto Giordano.
Un prezioso alleato contro il declino cognitivo
La presenza di numerosi allievi adulti ha ricordato un messaggio importante: non è mai troppo tardi per iniziare a studiare musica.
Le ricerche piĂą recenti evidenziano infatti come la pratica musicale contribuisca a sviluppare e mantenere la cosiddetta riserva cognitiva, ovvero quella capacitĂ del cervello di compensare gli effetti dell’invecchiamento.
Secondo diversi studi internazionali, chi pratica musica mantiene piĂą a lungo abilitĂ legate alla memoria, all’attenzione e alla comprensione del linguaggio. In particolare, alcune ricerche hanno evidenziato una minore incidenza di forme di decadimento cognitivo e demenza tra coloro che hanno coltivato la musica nel corso della propria vita.
Suonare uno strumento significa infatti impegnare contemporaneamente memoria, coordinazione, attenzione, ascolto e capacitĂ di pianificazione: una vera e propria palestra per il cervello.
Benefici che coinvolgono mente e corpo
I vantaggi della musica non riguardano esclusivamente chi studia uno strumento.
L’ascolto di brani rilassanti può favorire il sonno, ridurre la pressione arteriosa e abbassare i livelli di stress, contribuendo al benessere psicofisico generale. Al contrario, le musiche piĂą ritmate rappresentano un valido supporto durante l’attivitĂ fisica, migliorando la motivazione e riducendo la percezione della fatica.
Per questo la musica viene oggi considerata sempre piĂą uno strumento capace di incidere positivamente sulla qualitĂ della vita, accompagnando le persone in ogni fase dell’esistenza.
Una tradizione che affonda le radici nella storia di Lendinara
L’attivitĂ dell’Istituto Musicale “Aureliano Ponzilacqua” si inserisce in una tradizione che a Lendinara affonda le proprie radici nel Settecento, quando le confraternite del Duomo di Santa Sofia promuovevano l’insegnamento musicale tra i giovani.
Da quella esperienza nacquero figure di grande rilievo come il tenore Domenico Ronconi, oltre alle prime realtà orchestrali e bandistiche cittadine guidate da Pietro Cappellini e Carlo Pajè.
L’istituto moderno venne fondato nel 1983 sotto la presidenza di Ramis Tenan e con la segreteria di Carlo Cibotto, assumendo il nome del compositore lendinarese Aureliano Ponzilacqua (1854-1940), docente del Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia.
I saggi del 6 giugno hanno dimostrato ancora una volta come questa importante eredità culturale continui a vivere e rinnovarsi. Dagli occhi emozionati dei bambini della propedeutica alla soddisfazione degli allievi adulti, il messaggio emerso dal palco è stato chiaro: la musica non è soltanto arte e passione, ma anche uno straordinario investimento per il benessere della mente e della comunità .


















