Trenta studenti degli indirizzi tecnici dell’IIS Primo Levi hanno partecipato a un soggiorno studio in Irlanda nell’ambito del progetto MOVE, tra lezioni di inglese, vita in famiglia e scoperta del territorio.

BADIA POLESINE (Rovigo)Due settimane per mettere alla prova le proprie competenze linguistiche, vivere in un contesto internazionale e confrontarsi quotidianamente con una cultura diversa. È questa l’esperienza vissuta da 30 studenti delle classi quarte degli indirizzi tecnici dell’IIS Primo Levi, protagonisti di un soggiorno linguistico a Drogheda dal 9 al 22 giugno, nell’ambito del progetto MOVE, finanziato dalla Regione del Veneto attraverso il Programma Regionale FSE+.

L’iniziativa si inserisce in un percorso strutturato di mobilità transnazionale finalizzato al potenziamento delle competenze linguistiche e al conseguimento di certificazioni riconosciute a livello europeo. Un’opportunità formativa completa che ha permesso alle famiglie di partecipare senza alcun costo, includendo preparazione, soggiorno all’estero e successivo accompagnamento all’esame di certificazione.

Accompagnati dalle docenti Mary Cappato e Martina Campa, gli studenti hanno frequentato quotidianamente corsi di lingua inglese presso una scuola internazionale, alternando le lezioni a attività culturali e momenti di approfondimento. Un percorso intenso che proseguirà nei prossimi mesi con ulteriori incontri di preparazione in vista della certificazione linguistica.

Ma il valore dell’esperienza è andato ben oltre le aule.

Per molti ragazzi si è trattato della prima esperienza all’estero senza la famiglia, e per alcuni persino del primo volo in aereo. Un passaggio significativo, affrontato con entusiasmo ma anche con inevitabile emozione, che ha richiesto spirito di adattamento, autonomia e capacità di mettersi in gioco.

Determinante si è rivelata l’ospitalità delle famiglie irlandesi, che hanno accolto gli studenti nella propria quotidianità. È proprio nella dimensione domestica — tra conversazioni serali, pasti condivisi e abitudini quotidiane — che la lingua inglese ha smesso di essere solo una materia scolastica per diventare uno strumento reale di comunicazione.

“La soddisfazione più grande è stata vedere i ragazzi acquistare sicurezza giorno dopo giorno”, racconta la prof.ssa Martina Campa. “All’inizio qualcuno era timido o preoccupato per la lingua, ma nel giro di pochi giorni abbiamo assistito a una trasformazione: hanno iniziato a comunicare con naturalezza, a gestire situazioni nuove e a diventare sempre più autonomi. Una crescita evidente non solo linguistica, ma anche personale.”

Oltre alle attività didattiche, il programma ha incluso numerose esperienze sul territorio. Gli studenti hanno visitato Drogheda con una guida della città, approfondito la storia locale al Millmount Museum e preso parte ai tradizionali Gaelic Games. Non sono mancati momenti dedicati alla cultura popolare, come l’Irish dancing, che ha favorito socializzazione e uso spontaneo della lingua.

Particolarmente significativa è stata anche la visita a Dublino, con tappe nei luoghi simbolo della cultura irlandese: il Trinity College Dublin con il celebre Book of Kells, l’EPIC Museum dedicato alla diaspora irlandese e il Museo Archeologico Nazionale.

“Esperienze come questa permettono ai ragazzi di uscire dalla propria zona di comfort e guardare il mondo con occhi diversi”, sottolinea la prof.ssa Mary Cappato. “Abbiamo visto crescere la loro autonomia, la consapevolezza delle proprie capacità e la disponibilità al confronto. Competenze che resteranno con loro ben oltre il percorso scolastico.”

Il progetto MOVE si conferma così un’esperienza formativa di grande valore, capace di unire apprendimento linguistico, crescita personale e cittadinanza europea. Un viaggio che lascia ai partecipanti non solo ricordi, ma nuove competenze, amicizie e una maggiore fiducia nelle proprie possibilità.

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