BADIA POLESINE (Rovigo) – Molto interessante l’uscita a Venezia di venerdì 29 aprile della 2AEC della sede L Einaudi dell’IIS Primo Levi di Badia Polesine accompagnata dalle docenti Silvia Azzolini e Maria Elisa Nervanti. Dopo l’esperienza del vaporetto, ammirando le bellezze della laguna veneta dall’acqua, la classe si è recata a Murano alla Chiesa sconsacrata di Santa Chiara nota ora come The Glass Cathedral.
The Glass Cathedral – Santa Chiara è un magnifico spazio per eventi aziendali e feste private con all’interno una fornace attiva per la lavorazione del vetro. Ricca di storia, l’ex chiesa è una delle strutture più antiche dell’isola di Murano, le sue sale hanno ospitato in passato sia monache sia Dogi illustri e personaggi di fama come Giacomo Casanova. Recentemente restaurata e riaperta al pubblico nel 2016, The Glass Cathedral – Santa Chiara offre un’esperienza immersiva nell’arte contemporanea del vetro di Murano ed è un luogo ideale per balli in maschera, feste private, eventi aziendali e qualunque altro evento si desidera realizzare a Venezia.

In questo luogo ricco e suggestivo, gli allievi hanno potuto confrontarsi con un vero maestro vetraio, Giovanni, che ha spiegato loro come da sabbia proveniente da una zona vicino Parigi si possa arrivare a splendidi manufatti in vetro ricchi di storia, cultura e passione.
“Abbiamo appreso dalle parole del maestro le difficoltà dell’attività e i costi delle materie prime e del prodotto finito, – dice Aurora – ma anche della lotta serrata contro l’industria di questo artigianato così particolare. Abbiamo fatto il percorso che dalle materie prime, da mescolare alla sabbia, porta ad ottenere effetti particolari e abbiamo compreso la complessa lavorazione che c’è dietro un vaso in stile 800 o di un animaletto. Abbiamo capito in che cosa consiste il valore aggiunto di un prodotto di vero artigianato, che a ragione costa di più.” Le fa eco Sebastiano “Abbiamo potuto considerare la differenza tra un prodotto di vetro soffiato e uno lavorato, e poi il Maestro Giovanni ci ha raccontato le difficoltà del momento, dovute alla guerra in corso e ai costi elevati del Gas, ma anche quelle dovute ad un ricambio generazionale non adeguato, dal momento che non esiste una vera scuola dei maestri vetrai”. L’arte del vetro si impara sul campo direttamente, da un maestro vetraio che per gradi ti porta ad un livello adeguato di capacità.

“Gli allievi sono stati molto contenti dell’esperienza – raccontano le docenti – e di aver appreso direttamente le difficoltà, i costi, e la particolarità di questo tipico artigianato della nostra realtà veneta!”.
Nel pomeriggio, è stata la volta di Piazza San Marco, da cui gli allievi, divisi in gruppi, hanno potuto ammirare le bellezze veneziane applicando quanto appreso durante le ore di Informatica, sull’utilizzo delle app di ricerca, indicazioni, e monitoraggio degli spostamenti. “Può sembrare strano che una semplice uscita a Venezia, città di certo già nota a molti studenti, possa rappresentare motivo di entusiasmo per i ragazzi, – commenta il Dirigente Scolastico Amos Golinelli – eppure è talmente tanta la necessità di riprendere a spostarsi e di trascorrere del tempo insieme, che anche un giorno a Venezia può fare la differenza. Senza contare che fare queste esperienze con la scuola, permette di uscire dal clichè del turista, e di apprendere quanta passione c’è e quanta economia c’è dentro ad un oggetto di artigianato”.

















