Aldo D'Achille e Nicola Zanca intervengono nel dibattito rilanciato dalla Regione Veneto sulle fusioni tra enti locali: chiedono una valutazione concreta delle esperienze già realizzate e sostengono che innovazione, tecnologia e valorizzazione delle autonomie rappresentino un'alternativa credibile per rafforzare l'efficienza amministrativa
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SAN BELLINO – GAIBA (Rovigo) – Le recenti dichiarazioni della Regione Veneto (LEGGI ARTICOLO), che individua nelle fusioni tra Comuni uno degli strumenti per rafforzare l’efficienza amministrativa, trovano la replica dei sindaci di San Bellino, Aldo D’Achille, e di Gaiba, Nicola Zanca, che chiedono di affrontare il tema partendo da dati oggettivi e dall’esperienza maturata dai piccoli Comuni.

D’Achille: «Prima analizziamo le fusioni già realizzate»

Per il sindaco di San Bellino, Aldo D’Achille, il confronto non può limitarsi a uno slogan.

«Dal 1995 in Veneto sono stati avviati circa 34 percorsi di fusione tra oltre 300 Comuni potenzialmente interessati. Soltanto 18 sono arrivati a conclusione. Prima di rilanciare nuove fusioni sarebbe opportuno verificare con dati oggettivi se quelle già realizzate hanno davvero prodotto i benefici promessi. Sono migliorati i servizi? Si sono ridotti i costi? È aumentata la capacità amministrativa? Sarebbe utile uno studio indipendente che misuri gli effetti concreti di queste esperienze, invece di dare per scontato che la fusione rappresenti sempre la soluzione migliore.»

Secondo D’Achille, esiste infatti una strada alternativa.

«L’innovazione amministrativa può rappresentare una seconda via. San Bellino da anni ha scelto di essere un Comune laboratorio, dimostrando che anche un piccolo ente può diventare protagonista dello sviluppo senza rinunciare alla propria autonomia.»

Il sindaco ricorda alcuni risultati raggiunti negli ultimi anni.

«Nel 2020, nella macroarea industriale condivisa con Castelguglielmo, si è insediato Amazon, uno dei principali poli logistici del Paese, che garantisce circa 1.500 posti di lavoro a tempo indeterminato, oltre a numerose opportunità occupazionali nei periodi di maggiore attività. Nella stessa area industriale, già dal 2010, è stato realizzato uno dei più grandi parchi fotovoltaici d’Europa su superficie produttiva già urbanizzata, esteso quanto circa 120 campi da calcio e capace di produrre energia pulita per quasi 20.000 famiglie senza consumare terreno agricolo. Nel 2017 San Bellino è stato inoltre il primo Comune delle aree bianche del Veneto completamente cablato in fibra ottica FTTH

Lo sguardo è ora rivolto alle nuove tecnologie.

«In collaborazione con l’Università di Padova stiamo sperimentando l’utilizzo dell’intelligenza artificiale a supporto dei cittadini e dei dipendenti comunali. Crediamo che questa sia una strada da approfondire per migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione, uscendo dal luogo comune secondo cui con la fusione poi tutto funziona automaticamente.»

Zanca: «I piccoli Comuni hanno già dimostrato la loro efficienza»

Per il sindaco di Gaiba, Nicola Zanca, il dibattito dovrebbe partire dal lavoro svolto quotidianamente dagli enti locali.

«I Comuni hanno dimostrato la propria efficienza amministrativa. Negli ultimi trent’anni, pur avendo subito il dimezzamento del personale e dei trasferimenti statali, continuano a rappresentare il presidio istituzionale più vicino ai cittadini. Nello stesso periodo, la spesa complessiva del bilancio dello Stato è più che raddoppiata rispetto al 2001.»

Zanca richiama poi i dati nazionali sull’attuazione del PNRR.

«Come riportato dal Sole 24 Ore nel 2025, i Comuni italiani si confermano protagonisti nell’attuazione del PNRR, dimostrando ancora una volta la loro capacità di gestire le risorse assegnate. I Comuni si sono aggiudicati il 74,4% dei fondi PNRR messi a bando, mentre le Regioni si fermano al 50,4% e i Ministeri al 40,6%. Nei piccoli Comuni questa percentuale supera addirittura l’80%. Sono dati che sconfessano la narrazione secondo cui gli enti di minori dimensioni sarebbero meno efficienti.»

Il sindaco di Gaiba invita quindi ad ampliare lo sguardo al contesto europeo.

«Mentre nel resto d’Europa si parla di Smart Villages e di politiche per il sostegno delle aree rurali, il vicepresidente della Commissione europea, Raffaele Fitto, ha recentemente ribadito che il supporto alle aree rurali rappresenta una priorità strategica dell’Unione Europea. In Veneto, invece, si continua a banalizzare il dibattito sulle fusioni come unico strumento per efficientare i Comuni, senza portare dati oggettivi.»

Secondo Zanca, anche il confronto internazionale racconta una realtà diversa da quella spesso descritta.

«L’Italia è uno dei Paesi europei con il minor numero di Comuni in rapporto agli abitanti ed è ben al di sotto della media europea. In Italia abbiamo 7.896 Comuni, contro i 34.875 della Francia, i 10.752 della Germania e gli 8.131 della Spagna. Anche Svizzera, Austria, Ungheria, Repubblica Ceca e altri Paesi hanno più Comuni rispetto a noi in rapporto alla popolazione. La dimensione media dei Comuni italiani è di 7.471 abitanti, mentre quella europea è di 5.887. I dati della Fondazione Think Tank dimostrano quindi che in Europa esiste una maggiore prossimità amministrativa rispetto all’Italia.»

Infine, il sindaco richiama un principio costituzionale.

«Il presidente Alberto Stefani ha recentemente ricordato che l’articolo 5 della Costituzione valorizza le autonomie locali. Purtroppo, però, le politiche regionali in materia di enti locali sembrano andare nella direzione opposta.»


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