Approvati dalla Giunta i nuovi criteri per i contributi straordinari ai Comuni che si fondono: sostegni rafforzati per chi supera i 5 mila abitanti, per le aree montane e per i territori con criticità socioeconomiche

VENEZIA – La Regione del Veneto conferma con decisione il proprio sostegno ai Comuni che scelgono il percorso della fusione. Con il via libera della Giunta al nuovo provvedimento che ridefinisce criteri e modalità per l’assegnazione dei contributi straordinari, prende forma il Piano di riordino territoriale 2026, che punta a rafforzare la struttura amministrativa degli enti locali e a migliorarne la capacità operativa.

“Nel nuovo Piano di riordino territoriale la Regione del Veneto ha confermato con forza la volontà di sostenere finanziariamente i Comuni che scelgono il percorso della fusione. È una scelta strategica che punta al rafforzamento amministrativo e a una maggiore capacità operativa degli enti locali. In un contesto che richiede risposte rapide e competenze sempre più specialistiche, superare l’eccessiva frammentazione amministrativa non è più solo un’opportunità, ma una necessità”, ha dichiarato l’Assessore regionale agli Enti locali e Riordino territoriale, Marco Zecchinato.

Il provvedimento dovrà ora passare all’esame della Prima Commissione consiliare per il parere favorevole, ultimo passaggio prima dell’approvazione definitiva e dell’entrata in vigore.

Nuovi criteri e premialità per il 2026

Le novità introdotte per il 2026 mirano a incentivare in modo concreto i percorsi di fusione, consentendo ai nuovi enti di disporre sin da subito delle risorse necessarie per riorganizzare le proprie strutture e avviare una gestione unitaria dei servizi, senza pesare sui cittadini.

“Abbiamo definito un sistema di contributi che tiene conto delle caratteristiche dei territori, dall’estensione chilometrica al numero di abitanti – ha spiegato Zecchinato – prevedendo specifiche premialità per le fusioni che raggiungono la soglia minima di 5 mila abitanti, che coinvolgono Comuni montani o appartenenti ad Unioni o Aree interne, o che presentino criticità socioeconomiche come definite dal Piano di riordino territoriale”.

Gli incentivi regionali si aggiungono ai fondi statali già previsti, configurandosi come un investimento strutturale sul futuro del Veneto e sulla solidità amministrativa dei suoi territori.

L’esempio di Castegnero Nanto

Tra i casi più recenti, l’Assessore ha citato l’istituzione del nuovo Comune di Castegnero Nanto, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale dopo l’esito positivo del referendum consultivo del 18 e 19 gennaio.

“Unire le forze significa rafforzare i servizi ai cittadini, valorizzare le competenze all’interno delle amministrazioni locali e aumentare il peso del territorio nei tavoli istituzionali – ha concluso Zecchinato –. In una fase storica complessa per i piccoli Comuni, la fusione è uno strumento efficace per garantire servizi di qualità e risposte concrete alle esigenze delle comunità”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

Ultime notizie