"La città doveva crescere felice con il professore, invece si è intristita anche la maggioranza, al punto di dover richiedere l’intervento di liste civiche" non ha dubbi il vice commissario provinciale di Forza Italia di Rovigo

ROVIGO – “Con le dimissioni dalla carica di assessore di Erika Alberghini (LEGGI ARTICOLO), atto annunciato nei corridoi da agosto scorso, si apre ufficialmente la campagna elettorale per il professore prestato alla politica – esordisce il vice commissario provinciale di Forza Italia di Rovigo Andrea Bimbatti – che in pochi anni ha saputo apprendere bene tutti i gli aspetti della politica da lui definita di vecchio stampo, legata ai partiti che ha disconosciuto in campagna elettorale ed anche in questi anni di mandato” commenta Bimbatti.

“Ora, iniziato il conto alla rovescia, considerando che manca di fatto un anno al termine del mandato,  manuale Cencelli alla mano, inizia a sistemare le caselle della giunta; attendiamo al varco di palazzo Nodari le dimissioni volontarie o imposte di qualche altro assessore (Pavanello?), che dovrà lasciare nel momento in cui l’amministrazione dovrebbe raccogliere i frutti del proprio lavoro, perché il buon professore, da sceneggiatore di anti politica è divenuto improvvisamente regista del teatrino della politica – continua Bimbatti – pronto ai giochi di palazzo tanto agognati egli stesso in ogni occasione nella qualle si trovi esposto a critiche.

La città doveva crescere felice con il professore, invece si è intristita anche la maggioranza, al punto di dover richiedere l’intervento di liste civiche che, almeno in parte, confermano le proprie origini sinistre, entrando addirittura a far parte della giunta di Gaffeo, cosa che ritengo per onestà  intellettuale, la consigliera Menon Silvia mai avrebbe fatto. Il nome non è definito non certo perché il sindaco sta valutando all’interno dell’attuale giunta, come racconta, ma semplicemente perché dovrà tener conto della differenza di genere, quindi dovrà attendere le indicazioni del PD prima di procedere”.

“Ah si il PD, che dal giorno dell’insediamento di Gaffeo lo ha attaccato, criticato, contestato nell’aula consiliare e anche fuori, ma ora, visti i numeri dei sondaggi nazionali ha pensato bene di tornare sul carro di Gaffeo, con propri uomini di prima linea, sperando che quel carro sia ancora vincitore nel 2024. Un sindaco che dovrà chiedere aiuto all’amico Chendi, che dopo aver mal digerito le plusvalenze della sua amata Juventus dovrà digerire il tentativo di plusvalenza elettorale che il sindaco Gaffeo cerca di fare allargando la maggioranza e regalando assessorati a destra e a manca. Una cosa è certa – conclude Bimbatti – da quattro anni il sindaco dei proclami ha reso più triste e isolata la nostra città, portando avanti una politica di annunci non supportata dai fatti, non aggiungendo nulla di nuovo alla nostra Rovigo, ma continui pure così, il tempo rimasto non è molto fortunatamente.

Abbia almeno il buon gusto di essere sincero qualche volta con i suoi concittadini, da ieri, anzi da mesi, si è aperto il valzer delle poltrone, ma anche in questo caso, come in molti altri temi che coinvolgono la nostra comunità, le riconosciamo una certa incapacità di addivenire ad una quadra in tempi brevi, nel frattempo Iras, Maddalena, parcheggi, impianti sportivi, manifestazioni, ordini professionali, imprenditori, restano in attesa, sempre meno felici” conclude il vice commissario di Forza Italia.

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