Il martire della provincia di Rovigo ricordato dalla segretaria del Partito Democratico in visita a Riano. Il pensiero Virna Riccardi, vicesegretaria provinciale del Pd Rovigo

ROVIGO – “Ricco di un grande senso storico e politico è l’aver convocato  a Riano la prima segreteria del Partito Democratico  guidato dalla segretaria Elly Schlein, un modo per dare omaggio a un grande italiano, Giacomo Matteotti, ucciso dai fascisti e ritrovato a Riano nel 1924” afferma Virna Riccardi, vicesegretaria provinciale del Pd Rovigo.

“Per  ricordare Matteotti oggi, per non fare una azione di mera retorica, è necessario ricordare il giovane le cui radici culturali sono nella lotta agraria del Polesine – continua Riccardi – una zona dove nel 1882 (tre anni prima che lui nascesse), erano stati difesi i contadini durante il primo sciopero d’Italia. 
La resistenza armata contro il nazifascismo si svolse tra l’8 settembre 1943 ed il 25 aprile 1945, ma, l’antifascismo organizzato iniziò ad operare molto prima, precisamente, il 1924, anno dell’assassinio di Matteotti.

Matteotti, fu il punto di riferimento per gli antifascisti e per le forze liberali e democratiche. Erano questi gli eredi di quella opposizione morale originatosi l’indomani dell’omicidio del deputato socialista di due generazioni cresciute nel Ventennio, che ruppero definitivamente gli argini all’indomani dell’8 settembre del 1943, dando vita alla Resistenza.  
Matteotti, pur provenendo da una famiglia agiata, era cresciuto con l’istinto della lotta, con la dignità del sacrificio, per diventare quel sovversivo, per dirla con “la rivoluzione liberale”, che userà parole nette contro lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo”.
“Ricordare Matteotti senza retorica vuol dire  ricordare quel tenace antifascismo che per lui era questione fondamentale di incompatibilità etica e di istintiva antitesi – conclude Riccardi – Il 25 aprile la nostra segretaria Elly Schlein sarà alla manifestazione di Milano per quella che definisce una celebrazione particolarmente importante e sentita”. 

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