ROVIGO – La Regione del Veneto non intende mettere in liquidazione Iras Rovigo (LEGGI ARTICOLO) ed il direttore Giovanni Luca Avanzi conferma che la gestione caratteristica è tornata in pareggio di bilancio (LEGGI ARTICOLO), ma il problema dei debiti pregressi rimane e la possibilità di ricevere oltre 3 milioni di euro dal Comune di Rovigo sarebbe stata molto apprezzata dalle banche creditrici di Iras.
“Difficile immaginare uno spettacolo più triste di un sindaco che, il giorno dopo essere uscito dal consiglio comunale sbattendo la porta, “infastidito” dai lavoratori di Iras che osavano manifestare preoccupazione per il proprio futuro lavorativo, come priorità ha quella di lanciare messaggi intimidatori alla propria maggioranza, minacciando per la terza volta in quattro anni le dimissioni se “non fanno tutti come dice lui”, invece di mettersi al lavoro per cercare di salvare la grande casa di riposo pubblica di Rovigo”.
La critica arriva da Michele Aretusini, capogruppo della Lega in consiglio comunale a Rovigo in riferimento alle dichiarazioni post voto del sindaco Edoardo Gaffeo (LEGGI ARTICOLO).
“Credevo che dopo un consiglio comunale che ha bocciato (LEGGI ARTICOLO) – come del resto il sindaco voleva accadesse – ogni proposta per salvare Iras e tutelare i posti di lavoro e gli anziani ospiti, la priorità sarebbe stata quella di rimettersi al lavoro per cercare una soluzione ulteriore, percorribile, che eviti il fallimento e allontani il rischio di privatizzazione di una struttura pubblica che non solo fornisce un servizio essenziale, ma costituisce anche una eccellenza”.
“Purtroppo mi sbagliavo. Il giorno successivo a quella che potrebbe essere, se non si agisce in fretta, la sentenza di morte per Iras, il sindaco pretende di ricatapultare, per l’ennesima volta, la città nell’assurdo teatrino delle beghe tra civici e Pd, quasi che la priorità fosse davvero quella, non salvare l’ente e i posti di lavoro.
Se questo è ciò che questa amministrazione intende per governare, forse, davvero, un passo indietro potrebbe essere la scelta più opportuna”.
Anche il vice commissario provinciale di Forza Italia Andrea Bimbatti, già assessore comunale di Rovigo, invoca le dimissioni di Edoardo Gaffeo.
“Pensavamo tutti che la seduta “a porte chiuse” del consiglio comunale fosse l’ultimo insulto al diritto dei cittadini di conoscere le idee, le proposte, ma anche i ritardi, le mancanze, i pareri di chi amministra la nostra città o di chi rappresenta i cittadini sedendo in consiglio comunale, invece no, il sindaco Gaffeo riesce ancora una volta a stupirci con un colpo di teatro. Dopo quattro anni di governo della città, con il dossier Iras sul tavolo dal suo insediamento, attende la bocciatura di qualsiasi accordo per poi uscirne dicendo, ok ora trattiamo! Anche in questo caso la realtà supera la fantasia, ma ciò che colpisce ancora una volta è l’incapacità del Sindaco di assumersi il principale di tutti gli oneri, la responsabilità” afferma Bimbatti.
“Bisogna assumersi le responsabilità nel suo ruolo, di agire, di decidere, di determinare, e a volte pagare anche le conseguenze delle proprie scelte, ma non può sempre non decidere. A lei non è consentito non decidere, a lei non è consentito scaricare le responsabilità sugli assessori, sui dirigenti, sui consiglieri, magari diventando l’ombra del segretario generale, grande ispiratore della seduta a porte chiuse£ dichiara Bimbatti.
“Nessuno ci obbliga a fare gli amministratori, nessuno ci obbliga a ricoprire incarichi pubblici, ma la sensazione che tutti ormai abbiamo è che le sue energie spese, sicuramente tante, abbiano prodotto pochi risultati, restare appesi a 15-16 consiglieri squalifica anche il suo ruolo di docente universitario; una volta tanto si assuma la responsabilità della scelta, e decida senza scaricare sugli altri, sui conteggi dei consiglieri in questo caso, un commissario sicuramente delle decisioni le assumerebbe, comprese le responsabilità” conclude Bimbatti per Forza Italia.
















