Sabato 13 aprile alle ore 10 sarà celebrata dal Vescovo la liturgia esequiale a Fratta Polesine (Rovigo), la salma sarà tumulata nella tomba di famiglia nel cimitero di Pontecchio Polesine.

FRATTA POLESINE (Rovigo) – E’ morto don Mario Ferrari. Nato il 30 gennaio 1958 a Pontecchio, fu ordinato diacono in Duomo 15 maggio 1982 e presbitero l’11 giugno 1983 in Cattedrale. Prestò servizio prima come diacono e poi, da prete, come vicario parrocchiale a Ficarolo (1983 – 1984). Fu vicario parrocchiale della Cattedrale di Adria e cappellano corale (1984-1987) e poi missionario Fidei Donum presso la Missione diocesana a Caetitè in Brasile dal 1987 al 1991. Tornato in diocesi fu nominato parroco di Fenil del Turco e poi di Guarda Veneta (dal 1994 al 2007). Il 30 settembre 2007 fece l’ingresso come parroco della Parrocchia di Maria Santissima Madre di Dio – S. Maria delle Rose in Rovigo dove rimase fino all’ottobre 2016 quando divenne arciprete di Fratta Polesine e parroco di Paolino.

La salma sarà portata venerdì 12 aprile alle ore 16 nella parrocchiale dei Ss. Pietro e Paolo di Fratta

Polesine ove si alterneranno momenti di preghiera e la veglia alle ore 21.00; nella stessa chiesa sabato 13 aprile alle ore 10.00 sarà celebrata dal Vescovo la liturgia esequiale pasquale; al termine della Messa la salma sarà tumulata nella tomba di famiglia nel cimitero di Pontecchio Polesine.

Giovedì 11 aprile, poco dopo mezzogiorno, ha concluso la sua giornata terrena ed è entrato nella luce del Signore Risorto, don Mario Ferrari, arciprete di Fratta Polesine e parroco di Paolino. La malattia lo ha strappato alla Chiesa di Adria-Rovigo, alla sua famiglia e alle comunità che ha servito per oltre quarant’anni nel suo ministero sacerdotale. Da settimane era ricoverato presso una clinica a Bologna e negli ultimi giorni era stato trasferito all’ospedale San Luca di Trecenta. Tante le persone che, con affetto, dalla notizia del ricovero

hanno pregato per lui e per la sua salute. Don Mario, originario di Pontecchio Polesine, era nato il 30 gennaio 1958, da Antonio e Rosa Lia. In paese ed in parrocchia ha vissuto gli anni spensierati della fanciullezza. Sin da giovane è entrato nel Seminario diocesano, dove ha percorso il cammino di studio e di formazione.

Fu ordinato diacono il 15 maggio 1982, dal vescovo Giovanni Sartori, nella Concattedrale di Rovigo, e inviato a Ficarolo per il servizio diaconale, fino all’ordinazione sacerdotale avvenuta l’11 giugno 1984 nella cattedrale di Adria con altri cinque confratelli. Rimase poi per un altro anno a Ficarolo come vicario parrocchiale.

Il 1º settembre 1985 veniva trasferito, con lo stesso incarico, nella Cattedrale di Adria. Dal 1988 al 1991, la nostra Chiesa lo invia missionario in Brasile nello stato di Bahia, come Fidei Donum per alla Chiesa sorella di Caetitè. Ritornato in Polesine, si iscrive alla Facoltà di Scienze dell’Educazione a Padova, ove consegue la laurea.

Contemporaneamente, il 1° ottobre 1991 il vescovo Martino Gomiero lo invia come parroco a Fenil del Turco e nel 1994 viene trasferito con lo stesso incarico a Guarda Veneta. Tredici anni in cui don Mario è stato pastore premuroso e amato dalla sua comunità. «Con Voi io

ho gustato l’amicizia, mi sono sentito in famiglia, in una grande famiglia» – scriveva a conclusione del suo servizio, nell’omelia di saluto nel settembre 2007. Generoso, intraprendente e amabile nel tratto, pur ricordando le tante opere compiute a Guarda

Veneta, sottolineava come non fosse andato lì «per fare ma per vivere, anzi condividere. È l’amore che mi ha catturato e che ora sento che mi mancherà e che dovrò cercare con altre persone».

«Ognuno di noi – concludeva in quella circostanza – è invitato da Gesù a lasciare le sicurezze della terra per quelle del cielo…»

Il 30 settembre successivo entrava nella parrocchia di Santa Maria delle Rose nel quartiere Commenda est di Rovigo dove per nove anni si è speso con passione dando vigore ad una parrocchia popolosa e ancora giovane che fino ad ora aveva avuto un solo parroco. La parrocchia lo accolse con grande affetto e generosità sostenendolo in tante iniziative in cui si notavano la sua umanità e prossimità. Nel 2016 il vescovo Pierantonio Pavanello gli affdò l’incarico di arciprete di Fratta Polesine e parroco di Paolino. Anche lì, ha dato prova della sua fede e della vicinanza alle persone. Ha vissuto presso la Casa Santa Famiglia dell’Opera di don Guanella gustando la ricchezza umana e spirituale di questa preziosa realtà che vive in quel territorio. Dal 2018 fino a pochi mesi fa è stato anche presidente dell’Istituto diocesano per il Sostentamento del Clero.

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