Il movimento civico critica la giunta Barbujani su urbanistica, inclusione scolastica e scelte politiche: “La città ha bisogno di chiarezza e partecipazione”

ADRIA – “Se collegassimo le affermazioni della maggioranza sui temi discussi nell’ultimo Consiglio comunale, otterremmo un’immagine inquietante dell’amministrazione adriese”.
Così il movimento civico Impegno per il Bene Comune (IBC) apre un duro comunicato contro la giunta guidata da Massimo Barbujani, accusata di “contraddizioni e mancanza di coerenza” nelle politiche urbane, sociali e di partecipazione.

Urbanistica e “politica del sì” nel mirino

Il primo affondo riguarda le dichiarazioni dell’assessore all’Urbanistica Giorgio Crepaldi, che avrebbe parlato di “50 ettari ancora disponibili per l’edificazione”.
«Un annuncio shock – commenta IBC – alla faccia dell’attenzione al consumo di suolo, della fragilità idraulica del territorio e della sostenibilità dei servizi nelle periferie. Un’idea assurda, paragonabile solo a chi, in passato, voleva cementificare il Canalbianco».

Nel mirino anche il vicesindaco Federico Simoni, che ha dichiarato che “la giunta è per la politica del sì”: «Demagogia pura e pericolosa – replica IBC – che ha già prodotto mostri urbanistici come il cosiddetto grattacielo nel centro storico e innescato problemi per salute e ambiente, basti pensare a Coimpo, all’inceneritore o alle trivellazioni. Eppure questa stessa maggioranza, quando si tratta dei più fragili, sa dire solo no».

Il caso dell’inclusione scolastica

La critica si sposta poi sulla contrarietà espressa dalla giunta in conferenza dei sindaci all’affidamento del servizio di inclusione scolastica per studenti con disabilità.
«Una scelta grave – afferma il movimento – perché l’inclusione non è un optional, ma un diritto. È inaccettabile che un’amministrazione che si dice “per la politica del sì” voti no su un tema così importante».

Parità di genere e partecipazione politica

Non manca un richiamo diretto al sindaco Barbujani: «Dopo aver sbandierato ai quattro venti di avere l’assessora più giovane d’Italia – scrive IBC – non ha mai spiegato i motivi della sua defenestrazione né il mancato ripristino della parità di genere in giunta. Anzi, ha annunciato che sarà lui stesso, a quasi 67 anni, a seguire le politiche giovanili. Scelte che dimostrano come le decisioni vengano prese in cerchie ristrette, senza fiducia nei propri consiglieri».

“Serve riaprire il confronto democratico”

IBC denuncia infine una “deriva avvilente” della vita amministrativa adriese, segnata – secondo il movimento – dalla chiusura degli strumenti di partecipazione e confronto: «Per il bene del Comune e per la qualità dell’amministrazione, ribadiamo la necessità di riattivare Commissioni consiliari permanenti, Consulte, Comitati di quartiere e di frazione. Sono proposte di buon senso, ma continuano a rimanere inascoltate».

Il comunicato si chiude con un appello alla maggioranza: “Adria ha bisogno di trasparenza, dialogo e coerenza. La politica del sì non può valere solo per alcuni”.

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