Dal progetto LAgriS dell’Università di Padova un dialogo tra ricerca, istituzioni e volontariato. Consorzio di Bonifica Adige Po e Tarassaco ODV protagonisti di una riflessione sul futuro sostenibile delle campagne polesane.

BEVERARE (Rovigo) – A cinque anni dalla scomparsa di Don Giuseppe Mazzocco, si è svolto martedì 23 giugno 2026, presso il Centro CASA di Beverare, un partecipato convegno dedicato all’agroforestazione sociale, pratica sempre più al centro del dibattito sulle politiche di gestione del territorio, sia pubbliche che private.

L’iniziativa è stata promossa dal gruppo di ricerca LAgriS – Libera Agricoltura Sociale dell’Università di Padova, coordinato dal professor Giorgio Osti, docente di Sociologia dell’Ambiente e del Territorio e specialista nei temi dello sviluppo rurale e dell’agricoltura sociale. L’incontro ha voluto approfondire la dimensione sociale dell’agroforestazione, spesso meno considerata rispetto agli aspetti produttivi ed ecologici, ma sempre più rilevante nelle strategie di sviluppo sostenibile.

L’agroforestazione rappresenta infatti una pratica dalle molteplici sfaccettature: approccio agroecologico, politica comunitaria e modello gestionale aziendale. Il convegno ha evidenziato come essa possa assumere anche un forte valore sociale, attraverso esempi concreti e casi di studio capaci di coniugare tutela ambientale, inclusione e valorizzazione delle comunità locali, in sintonia con l’impegno e la sensibilità che hanno caratterizzato l’opera missionaria di Don Giuseppe Mazzocco.

Ad ospitare l’evento è stata l’associazione Tarassaco ODV, rappresentata dal presidente Matteo Cesaretto, che ha illustrato i numerosi interventi di agroforestazione realizzati negli ultimi anni grazie al contributo dei volontari. Un’attività che affonda le proprie radici in una visione culturale orientata a contrastare la crescente semplificazione del paesaggio e degli ecosistemi rurali, favorendo il recupero della biodiversità e delle relazioni tra ambiente e comunità.

Per il Consorzio di Bonifica Adige Po è intervenuta la naturalista Marica Furini, che ha presentato il sistema di monitoraggio scientifico sviluppato nell’ambito degli interventi di agroforestazione sostenuti dai fondi della Politica Agricola Comune (PAC) attraverso le misure PSR e CSR. Furini ha sottolineato il carattere continuativo e multilivello delle attività di monitoraggio, finalizzate a verificare nel tempo la reale capacità delle infrastrutture verdi di generare benefici ambientali concreti e favorire il ripopolamento ecosistemico delle campagne polesane.

Attraverso metodologie avanzate, tra cui la bioacustica, vengono analizzati diversi bioindicatori, come avifauna, farfalle e insetti impollinatori, per valutare la qualità ecologica dei territori interessati e orientare le future strategie di gestione. Nel suo intervento, la naturalista ha inoltre proposto una riflessione sul concetto di “paesaggio sonoro”, ovvero quell’insieme di suoni naturali – dal canto del merlo al frinire delle cicale – che contribuiscono a definire l’identità dei luoghi e a custodire la memoria collettiva delle comunità.

I successivi contributi dei giovani ricercatori dell’Università di Padova hanno ampliato il confronto ad altri contesti territoriali. Laura De Angeli ha approfondito il tema dell’agroforestazione nelle aree periurbane delle grandi metropoli, Maria Zamperetti ha illustrato esperienze sviluppate in ambiente prealpino, mentre Samuele Montibeller ha presentato alcuni significativi casi di studio realizzati nel territorio polesano.

Tra i presenti figuravano inoltre il dottor Luigi De Lucchi, già direttore dell’Unità Organizzativa Bonifica e Irrigazione della Regione del Veneto, il sindaco di San Martino di Venezze, Elisa Sette, il sindaco di San Bellino, Aldo D’Achille, il tecnico forestale Alessandro Pozzani e numerose altre personalità del mondo istituzionale, tecnico e associativo.

L’incontro si inserisce in un percorso di riflessione sempre più ampio e partecipato, nel quale ricerca scientifica, enti pubblici, associazionismo e cittadini cercano di costruire una rete di relazioni capace di affrontare le sfide contemporanee legate ad agricoltura, ambiente e coesione sociale. Un confronto che conferma come l’agroforestazione possa rappresentare non solo uno strumento di tutela ecologica, ma anche un’opportunità concreta per rafforzare il legame tra territorio e comunità.

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