ROVIGO – Una sorta di lectio magistralis sul Fair Play del filosofo e cestista prof. Giovanni Boniolo, con interessanti punti di vista dell’ex azzurra (rugby e basket) Enrica Quaglio. Martedì 29 aprile conviviale del Panathlon club Rovigo al Ristorante “Da Mino” presso il Censer di viale Porta Adige, e si è parlato di un tema legato al service, ovvero “Fair Play e Premi Fair Play”. Una serata condotta, rompendo i tradizionali schemi, dal giornalista e panathleta Raffaello Franco.

Una serata che ha visto accogliere dalla presidente del Panathlon club Rovigo Pia Poliero, due nuovi soci. Alessandra Cervati, commerciante, la famiglia da anni è legata al mondo dello sport ovale e al calcio con un contributo importante, e Carlo Lazzarini Camparin, rugbista da ragazzo, particolarmente legato al mondo ovale (ovviamente rossoblù), fa parte del direttivo dell’associazione di vela “A gonfie vele” con base a Rosolina Mare, ed iscritto come cicloamatore alla società ciclistica Pavajon.
Al tavolo, oltre agli ospiti e alla presidente Poliero, la vice presidente Elisa Madrigrano, il past president Gianpaolo Milan, ed il consigliere Lello Salvan.

Giovanni Boniolo, docente di Filosofia della Scienza presso il dipartimento di neuroscienze dell’Università di Ferrara, presidente dell’Accademia dei Concordi di Rovigo dal 2017 al 2023, autore di diverse pubblicazioni, vanta un passato da giocatore di basket in Serie A.
“Avere Fair Play significa seguire le regole del proprio sport. Un termine usato erroneamente anche dai giornalisti – ha sottolineato Boniolo – quando una squadra pulisce gli spogliatoi dopo una partita non è Fair Play, ma educazione”.
“Quando ci si autodenuncia per un gol irregolare, o un rigore inesistente, non è Fair Play, ma onestà, sono due cose differenti. “Tendere la mano ad un avversario a terra non è Fair Play, è gentilezza”. Boniolo cita anche un recente fatto di cronaca sportiva ripreso dal Corriere della Sera, l’allenatrice del San Martino Giovani U14, Marina Venzo, ordina alla propria giocatrice di calciare fuori un rigore concesso dall’arbitro, ma inesistente. “In questo si caso si può definire un grande momento educativo”.
“L’onestà, l’educazione, la gentilezza non hanno nulla a che fare con il Fair Play – ha detto il prof. Boniolo – fondamentale l’intervento dei genitori, allenatori, dirigenti, e docenti. Qualità che sono una rarità, perchè viviamo in un mondo di furbi, maleducati e scortesi, abbiamo perso quella cosa cara ai giapponesi, che è il senso della vergogna”.
La Mano de Dios e il caso che fece discutere il Pianeta. Boniolo non usa mezzi termini: “Se hai violato le regole sei un baro, Maradona è stato un baro (riferendosi al celebre gol di mano nei quarti di finale al Mondiale contro l’Inghilterra nel 1986) non ha usato il Fair Play. Il grande compito di dirigenti ed allenatori, è rendere giocatori e giocatrici educati, gentili ed onesti.
Se una persona è maleducata, disonesta e scortese come atleta, è causa di cattivi allenatori, insegnanti e genitori”.
Da Macchiavelli ai giorni nostri il passo è breve. Alle recenti Olimpiadi il caso che ha diviso il Mondo dello sport e della boxe. Imane Khelif oro olimpico a Parigi, con una produzione eccessiva di ormoni maschili tra i quali il testosterone, ha acceso un dibattito mediatico che il prof. Boniolo ha definito “di ignoranza assoluta”. “Angela Carini ha deciso di non disputare il match, se lei fa sport devi accettare le regole, quelle dell’IBA (International Boxing Association) sono diverse dal Comitato Olimpico. Il Cio valuta il peso ed il testosterone, se tu conosci le regole, ed hai Fair Play, il tuo compito è di combattere. Quando siamo stati atleti tutti abbiamo combattuto con montagne più grandi di noi. E’ stato un enorme crash comunicativo”
Enrica Quaglio è stata consulente, coach e formatrice ed ora è direttore Risorse Umane del Gruppo Hmc, laureata in Scienze dell’Educazione all’Università di Ferrara, ha un Master in Coaching ed un Executive Master in Business Administration. A livello sportivo ha militato nelle Rose Rugby Rovigo raggiungendo la Nazionale, non solo, ha giocato anche a basket in A1.
“Perchè premiare il Fair Play che dovrebbe essere una normalità? Come in azienda, ci sono delle regole, ma non c’è un premio, seguirle è la normalità. Lo sport è un’agenzia educativa di grande spessore – ha sottolineato Enrica Quaglio – molte cose che ho imparato in campo le porto in azienda”. “Come siamo arrivati ad un Mondo che non ha più vergogna? Dobbiamo farci delle domande – ha sottolineato l’ex azzurra – ognuno dovrebbe fare qualcosa di giusto, soprattutto quando costa fatica. Allenarsi costa fatica, nello sport, come in azienda, il responsabile deve essere un esempio, educare alle regole a fare le cose con una certa coscienza”.
Le prossime conviviali del Panathlon club Rovigo sono previste il 22 maggio, all’Hotel Cristallo nell’ambito della tappa del Giro d’Italia in partenza dal capoluogo il giorno seguente, ed il 7 giugno alla trattoria Rossi di Arquà Polesine, con gli autori del libro “La Partita. La grande storia di Rovigo-Petrarca. Il derby d’Italia del Rugby”.














