BADIA POLESINE (Rovigo) – Il 21 luglio scorso, il Rotary club Badia-Lendinara-Altopolesine ha vissuto una serata memorabile con il prof Leonardo Raito impegnato in una lezione magistrale sulla genesi ed evoluzione della democrazia italiana voluta dai Padri costituenti.
Il tema, proposto dal presidente Gianni Fortuna, verteva sulla fatidica data del 2 giugno 1946 in cui l’Italia scelse il suo destino repubblicano.

L’esimio professore, dall’impressionante curriculum (presentato dal prefetto Fabio Baratella), ha sviluppato la cronaca degli eventi che prepararono la caduta della Monarchia, fin dal 25 luglio 1943, quando i Gerarchi del Gran Consiglio esautorarono il Duce, ponendo fine al ventennio fascista. La crisi drammatica, seguita allo sbarco degli alleati in Sicilia, fece collassare il culto del capo anche se non pose la fine al conflitto, che si trascinò altri due anni (con gli orrori della guerra civile nel nord Italia). Il prestigio della Monarchia vacillò, dopo l’8 settembre, quando Vittorio Emanuele III e il Governo Badoglio trovarono precipitosamente rifugio a Brindisi nelle quattro provincie Pugliesi del fantomatico Regno del sud. Una fuga vissuta dagli italiani come un abbandono e non bastò, nel giugno 1944, la Luogotenenza di Umberto II a far dimenticare la collusione del Re col Fascismo.
Nel frattempo con “La svolta di Salerno” (aprile del 1944) Palmiro Togliatti (“Il migliore” come lo definivano i Suoi compagni) reduce dall’esilio Sovietico, propose una svolta politica cruciale convincendo i riottosi alleati del Cnl di accantonare momentaneamente la pregiudiziale antimonarchica e a collaborare con Badoglio in un esecutivo di unità nazionale per concentrarsi sulla lotta al nazifascismo. Una mossa strategica che pose le basi per la nascita della futura Repubblica Italiana. I tre principali partiti Italiani (Democrazia Cristiana, Partito Comunista e Partito Socialista) che poi segnarono la storia postbellica fino a tangentopoli, anteposero alle rispettive ideologie la necessità di rispondere alle urgenze del Paese devastato dalla guerra.
Il 2 giugno 1946 gli Italiani (per la prima volta anche le donne con voto attivo), espressero la volontà di un nuovo assetto politico nazionale, seppur con uno scarto di soli due milioni di voti sui monarchici (prevalenti al Sud).
La nostra costituzione, di cui ricorre l’80^ anniversario, poggia dunque sulla nobiltà e sulla straordinaria qualità dei Padri e delle Madri costituenti che affidarono la stesura della Carta al Comitato di redazione (o dei “18”), formato da giuristi e politici di spicco dei partiti che fecero la resistenza.
Poi Alcide De Gasperi fu il protagonista della successiva stagione di “grandi scelte”, che collocarono definitivamente l’Italia repubblicana nell’area Atlantica ed Europea.
Sollecitato da alcune riflessioni bipartisan sul divenire della democrazia e sull’attualità, Raito ha concluso che “Un confronto con la classe politica attuale è improponibile”.
Oggi manca il ruolo educativo dei partiti come luoghi di crescita democratica e di lettura delle esigenze sociali e i partiti sono ridotti a comitati elettorali. Questa, parafrasando il titolo del libro di Edoardo Novelli, è l’epoca della “Turbopolitica” in cui i politicanti, talvolta senza arte né parte, si trasformano in personaggi dello spettacolo o influencer o cavalcando scompostamente i social media, in un agone in cui le immagini prendono il posto delle parole e la seduzione della persuasione, nella ricerca spasmodica dell’immediato consenso. “Mancano autorevolezza e credibilità politica, ecco perché aumentano astensionismo e disaffezione”, ha concluso l’ospite.
Ugo Mariano Brasioli














