BADIA POLESINE (Rovigo) – Giunta, martedì 2 ottobre, al Rotary club Badia-Lendinara-Altopolesine su interessamento di Federico Amal, Elisabetta Maresio, nota psicoterapeuta e criminologa, ha proposto un viaggio nella storia della criminalità e della funzione terapeutica dell’arte, con un approccio poliedrico ed originale.Il tema proposto era: “Vittime o carnefici è sempre una questione di scelta?”
Partendo da alcune considerazioni sulla mitologia ed il fascino della criminalità la Maresio ha affrontato i concetti legati alla banalità del male con l’avanzare della modernità, spaziando nella storia da Hannah Arendt, a Adorno e Horkheimer sull’eziopatogenesi della barbarie e fino a Carlo M. Cipolla con le sue leggi fondamentali della stupidità umana, per cui lo stupido è normalmente più pericoloso del bandito.
Un argomento complesso, dunque, e di estrema attualità, legata inoltre alle definizioni usuali di vittima e carnefice frequentemente decontestualizzate dai media e questo non aiuta a capire, anzi fa sì che spesso si confondano le figure. L’inappropriatezza dell’informazione fa sì che in fine la società anziché proteggere le vittime di violenza le isola esponendole paradossalmente al rischio di nutrire sentimenti positivi verso il proprio aguzzino, talvolta fino all’innamoramento.
Il percorso esperienziale è imprescindibile nella lettura degli intrecci esistenziali in cui si rispecchiano i legami vissuti da ognuno, perché ciascuno nasce e cresce all’interno di un contesto ambientale e relazionale caratterizzato da un certo tipo di organizzazione e di dinamiche. “Questa rete di rapporti interpersonali contribuisce a costruire la nostra identità facendoci vivere esperienze che generano in noi determinate emozioni”. Quando il benessere viene a mancare, la motivazione è da ricercare proprio all’interno di queste dinamiche, passate e presenti. La solitudine e lo sbriciolarsi delle relazioni sociali giocano un ruolo fondamentale nella sofferenza, sia della vittima che del carnefice.
Attraverso la consapevolezza, l’esplorazione delle risorse e delle potenzialità individuali si può arrivare però alla costruzione di nuovi significati guardando la vita ed il mondo con una luce diversa. In tutto questo la solidarietà sociale è il miglior antidoto all’orrore della violenza.
La criminologa con la passione per la pittura (recente è l’esposizione multisensoriale “Love Bloom” al palazzo della Loggia di Noale), ha spiegato il ruolo benefico dell’arte sociale nella psicoterapia. Nei suoi quadri Elisabetta raffigura umani privi di volto per significare che se la violenza può essere subita da chiunque ma, anche, che l’arte può essere esperita da chiunque voglia metterci la faccia. Al Rotary altopolesano ha portato anche “Penelope”, una donna che simboleggia la forza ma anche il dolore atteso che “La violenza non è solo quella fisica. Molto spesso le persone soffronoper le parole e gli atteggiamenti quotidianispesso vengono sottostimati”.
Particolarmente apprezzato è stato l’intervento del maggiore dei carabinieri Paolo Li Vecchi, che ha parlato delle misure cautelari e di come le forze dell’ordine contribuiscano nella protezione delle vittime.
La seconda conviviale dell’annata di Remo Saggioro è andata in archivio con il commento del presidente: “Elisabetta Maresio ci ha aperto la mente ad una visione del tutto nuova del problema criminale ponendoci davanti ad interrogativi inediti”.
Ugo Mariano Brasioli
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