COSTA DI ROVIGO – Dopo la pausa forzata di due anni a causa della pandemia, il musical AmaOra torna sulla scena. Lo fa domenica 17 luglio prossimo a partire dalle 21.00 nella bella e rinnovata piazza San Giovanni Battista di Costa di Rovigo.
Scritto da Fabio Destro, musicato dal gruppo UncleMine, per la regia di Micol Andreasi, lo spettacolo, della durata di 80 minuti circa, porta in scena la parabola del Padre misericordioso, al ritmo pop-rock di una musica suonata dal vivo che al Cinema Teatro di San Bortolo, del Duomo, al teatro di Granze, al Censer e ovunque ha saputo conquistare il pubblico registrando il tutto esaurito. Tra le novità della nuova stagione del musical: l’ingresso nel gruppo di Federico Flamini, noto per essere il frontman degli Aironi Noti, una delle cover band dei Nomadi più accreditate.

A volere fortemente l’evento è il sindaco Gianpietro Rizzatello che dall’inizio del suo mandato è impegnato a qualificare la sua città come un luogo di aggregazione e di cultura. “ Credo che in tempi di incertezza e tensione come quelli che stiamo vivendo – afferma Rizzatello – fare cultura non significhi solo animare, ma offrire una chiave interpretativa della realtà ed una possibilità alternativa alla rabbia ed alla chiusura. Mi è sembrato che la musica ed il messaggio di AmaOra fosse una buona opportunità per la proposta culturale a cui, insieme con la mia amministrazione, tendo. Spero davvero che gli abitanti di Costa e non solo possano partecipare numerosi”.

Sul palco di piazza San Giovanni Battista, sei musicisti: Paolo Rosa (chitarra), Federico Ziscardi (chitarra), Federico Rosa (fiati), Luca Zanato (basso), Daniele Pellegrini (tastiere), Claudio Minella (batteria); cinque cantanti : Fabio Destro, Federico Flamini, Matteo dall’Ara, Emanuele Gazzetta, Stefania Seren e due ballerine: Jessica Fecchio, Giorgia Aglio, daranno forma ad una delle storie più affascinanti e controverse di sempre, capace di risvegliare interrogativi, di mettere lo spettatore faccia faccia con le debolezze e con i bisogni di ogni uomo: primo fra tutti quello di sentirsi riconosciuto ed amato. “Perché – è scritto nel testo di presentazione dello spettacolo – siamo tutti così: figli pronti a rinnegare tutto, accecati dal risentimento ed in cerca di giustizia. Ma siamo sempre tutti chiamati a diventare padri, capaci di amore incondizionato, di gratuità, di perdono.
L’ingresso è libero.













