TRECENTA (Rovigo) – Antonio Laruccia non è un politico di breve corso, ha cominciato nel 1994 come consigliere di minoranza a Trecenta per poi essere dal ’98 al 2007 vicesindaco, quindi sindaco fino al 2023, ed infine artefice della vittoria elettorale che ha passato il testimone al sindaco Anna Gotti e 8 consiglieri comunali alla prima esperienza.
Solo il consigliere Melotti aveva avuto esperienza nell’ultimo mandato di Laruccia, eppure… è stato revocato da vicesindaco (LEGGI ARTICOLO) ed additato dai suoi come persona sleale che avrebbe dovuto dimettersi anche da consigliere.
Molto provato, fisicamente per un recente intervento chiururgico che l’ha tenuto lontano dal Comune per 3 settimane, ma soprattutto psicologicamente, Laruccia in una conferenza stampa in Provincia di Rovigo ha raccontato gli eventi che hanno portato alla sua revoca, e li ha fissati in una corposa relazione.
Laruccia spiega come la sindaca Gotti si sia da subito dimostrata una persona volitiva con svariate anomalie nei comportamenti per il mancato riconoscimento del ruolo del vicesindaco.
“Si chiedeva in chat di maggioranza chi potesse andare al posto del sindaco, come quando è stata in malattia verso fine anno e si è affidata ad un consigliere ventenne per la pubblicazione di un avviso sul sito invece di chiedere al vicesindaco di produrre una ordinanza – racconta Laruccia – Una serie di atteggiamenti che dimostrano il distacco dal vicesindaco, una personalità , la mia, mal digerita, ma mai mi sono messo di traverso” dichiara Laruccia.
Tanti i problemi lamentati dall’ex vicesindaco, dagli orari di ricevimento, alla modifica unilaterale di una delibera di giunta per consegnare un pensiero agli anziani del paese da parte del sindaco, così come la figuraccia con Ulss 5 Polesana ed alcuni Comuni limitrofi per una presunta interruzione del servizio prelievi all’ospedale di Trecenta (falso e facilmente verificabe), ed il fatto grave, infine, della sua interferenza con la Polizia locale per pretendere di essere informata prima che vengano assunte decisioni di loro competenza.

“Siamo qui per i cittadini e dobbiamo lavorare per loro, ma se va avanti così cosa ci sto a fare?” si è chiesto Laruccia.
“Ho pensato ad una fine anticipata della consiliatura, ma poi ho lascito perdere. Avevo pensato di dimettermi e mettermi in lista a Ceneselli dove abito” confida Laruccia che ha informato la sindaca del suo profondo disagio, chiedendo riservatezza per non fare “rumore in maggioranza” visto che comunque lui, con lealtà , sosteneva l’amministrazione.
“Dalla riservatezza promessa, subito un incontro in maggioranza al riguardo, appena sono rientrato dalla convalescenza, una cosa che ovviamente tradisce la promessa che la sindaxa mi aveva dato. Dopo il consiglio comunale del 7 marzo infatti è andato in scena il processo sommario per il mio ventilato impegno per costruire una lista a Ceneselli, un pensiero che comunque era già stato accantonato” afferma Laruccia.

“Te ne devi andare. Sei indegno. Hai tradito la nostra fiducia” si è sentito rivolgere Laruccia in quella occasione, ma benché revocato da assessore, non si dimetterà dalla carica di consigliere comunale, “per rispetto delle oltre 230 preferenze ricevute dagli elettori, su 800 totali” ha dichiarato.
Ancora scosso per quanto accaduto, Laruccia ha annunciato che sta valutando, con un avvocato di fiducia, un eventuale ricorso al Tar contro l’ordinanza sindacale di revoca, ma anche eventuali azioni legali a tutela della sua onorabilità , viste le parole usate dal sindaco nella revoca.

















