ADRIA (Rovigo) – Non basta intervenire sulle rette delle RSA. Per affrontare davvero la fragilità degli anziani serve un sistema più ampio, capace di sostenere anche chi resta a casa, chi vive solo e chi assiste quotidianamente un familiare non autosufficiente.
È la proposta di Sandra Passadore, avvocato, consigliera comunale di Adria iscritta a Futuro Nazionale e profonda conoscitrice del settore socio-assistenziale, avendo guidato per due mandati il Centro Servizi Anziani di Adria, mantenendone la gestione interamente pubblica, i bilanci in equilibrio e avviando interventi sulla struttura.
Passadore ha depositato una mozione dedicata agli «interventi diversificati a sostegno degli anziani fragili e dei loro caregiver», partendo da un dato concreto: per il secondo semestre 2026 il Comune di Adria ha stanziato oltre 210.800 euro per l’integrazione delle rette di ricovero di anziani e persone con disabilità, dei quali 170.300 euro destinati agli anziani. «È una misura giusta e va riconosciuta come tale», osserva Passadore, «ma da sola rischia di lasciare scoperta la parte più delicata del problema: l’anziano fragile che resta a casa, spesso solo, e che l’intervento economico sulla retta non riesce a raggiungere».
Il punto di partenza è anche demografico. Secondo i dati richiamati nella mozione, nel 2025 la provincia di Rovigo registra un indice di vecchiaia pari a 285,2 anziani ogni 100 giovani, mentre la speranza di vita si ferma a 82,8 anni contro una media regionale di 83,8.
Per Passadore servono quindi risposte diverse per situazioni diverse: chi ha bisogno di un sostegno economico, chi può restare a casa ma necessita di aiuto nelle attività quotidiane, chi rischia l’isolamento e chi sostiene il peso dell’assistenza familiare.
Rette RSA da rendere strutturali
La prima richiesta è rendere stabile e pluriennale l’integrazione comunale sulla quota alberghiera delle rette delle RSA, superando la logica degli interventi limitati a pochi mesi e adottando criteri ISEE aggiornati e, per quanto possibile, uniformi tra i Comuni polesani.
Passadore chiede inoltre alla Regione Veneto di istituire un fondo specifico per i territori con un indice di vecchiaia superiore alla media regionale.
Un altro capitolo riguarda i caregiver familiari. La Regione prevede già contributi economici, fino a 800 euro mensili nei casi di disabilità gravissima, ma secondo la consigliera queste misure sono ancora poco conosciute e limitate dalle risorse disponibili e dalle soglie di accesso.
Più servizi a domicilio
La mozione punta poi a rafforzare i servizi per chi resta nella propria abitazione. Passadore propone di uniformare e potenziare la rete di consegna a domicilio già garantita in diversi Comuni attraverso le associazioni di volontariato, estendendola dove ancora manca e ampliando i beni consegnabili: non soltanto alimenti, ma anche farmaci, prodotti per l’igiene, la cura della casa e altri beni di uso quotidiano.
L’obiettivo è evitare di creare servizi paralleli dove qualcosa già funziona, ma rendere l’offerta esistente più omogenea e facilmente accessibile.
Un piano per caldo e freddo
Tra le proposte c’è anche la predisposizione di un piano comunale anti-caldo e anti-freddo per gli anziani soli. La consigliera propone una mappatura degli over 75 privi di una rete familiare, realizzata insieme ai medici di medicina generale e all’assistenza domiciliare integrata, così da individuare preventivamente le persone più esposte nei periodi di temperature estreme.
Nel documento politico vengono ipotizzati anche contatti e visite periodiche nei giorni di allerta e l’individuazione di luoghi climatizzati da utilizzare come punti di sollievo durante le ondate di calore.
«Far conoscere ciò che già esiste»
Un problema, secondo Passadore, è anche la scarsa conoscenza delle opportunità già disponibili. Contributi per i caregiver, sostegno alle rette e servizi domiciliari rischiano infatti di non raggiungere proprio le persone più fragili.
Per questo la mozione chiede una campagna informativa capillare attraverso Comune, farmacie, medici di base, parrocchie, associazioni e sportelli sociali, evitando di affidarsi esclusivamente ai canali digitali. «Gli anziani del Polesine non hanno bisogno di un aiuto in più», sintetizza Passadore. «Hanno bisogno di essere accompagnati ogni giorno, non solo quando entrano in una struttura».
Una proposta che parte da Adria ma guarda all’intero Polesine, con l’idea di costruire un modello di assistenza capace di tenere insieme sostegno economico, domicilio, prevenzione dell’isolamento e aiuto concreto alle famiglie.
Per approfondire leggi anche:
Adria e il riconoscimento MAB UNESCO, Passadore: «Il Delta non perda questa opportunità»
Passadore (Futuro Nazionale): “L’assalto a UniCredit dimostra che sulla sicurezza serve un piano per tutta Adria”
Passadore: Risollevare Adria a partire dagli uffici comunali e dalla gestione del Csa
I sindacati ottengono un faccia a faccia con i candidati sindaco alla casa di riposo di Adria









