PADOVA – Arturo Lorenzoni ha pubblicamente risposto con una lettera ad una giovane ragazza di Mogliano che aveva scritto al presidente della Giunta regionale Luca Zaia sollecitando l’azione a difesa delle campagne venete dal presunto “scempio ambientale” derivante dall’utilizzo di suolo agricolo in minima quantità per il bene comune ovvero la produzione di energia elettrica da rinnovabili, per tutti, e non solo per autoconsumo.
“La tutela del paesaggio e della qualità del nostro ambiente mi sta a cuore, mi occupo nella mia attività di ricerca universitaria di energia e ambiente da oltre 30 anni e ho maturato la consapevolezza che proprio in questi giorni siamo chiamati a delle scelte importantissime per la qualità della nostra vita e per le condizioni di vita di coloro che verranno dopo di noi” afferma Arturo Lorenzoni.
“La necessità di abbandonare i combustibili fossili, che sono stati un po’ come il doping nello sport per la nostra società, è divenuta estremamente impellente. Non possiamo più rimandare le scelte per la transizione energetica, per ragioni di tipo climatico, ma anche strategico per la sicurezza della nostra società ed ora anche economico, con l’emergere della convenienza delle fonti rinnovabili rispetto alle fonti fossili negli ultimi anni.
Il Piano per la Transizione Energetica approvato in via definitiva dal nostro governo e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 15 giugno 2022 n. 138, mette chiaramente l’obiettivo di portare al 100% l’energia elettrica consumata al 2050 da fonti rinnovabili, con un obiettivo al 2030 di raggiungere il 72%, dal 40% circa attuale – contina Lorenzoni – Una sfida colossale, ma al tempo stesso un’opportunità per costruire una nuova economia, dove la spesa per il gas e il petrolio importati è sostituita da investimenti distribuiti nel territorio. Un’occasione che non ha eguali per creare reddito diffuso, senza considerare l’indispensabile e necessaria stabilizzazione del clima e la creazione di molti posti di lavoro anche nelle aree meno centrali della nostra penisola.
Questa conversione del sistema energetico per la nostra regione significa in primo luogo investimenti nel fotovoltaico (e negli accumuli): è una fonte disponibile in grande quantità, a costi oggi competitivi. Non potremo salvaguardare il nostro paesaggio come lo conosciamo oggi se non acceleriamo la diffusione degli impianti fotovoltaici e dell’efficienza energetica. È una questione dannatamente seria”.
“Dobbiamo guardare con responsabilità a ciò che dobbiamo fare ora e creare le condizioni perché questi investimenti si facciano prima possibile. E meglio possibile. Per cui dobbiamo utilizzare i tetti, i parcheggi, le aree degradate, ma non ci possiamo permettere di dire no ad un uso temporaneo del terreno, anche agricolo, quando gli impianti siano fatti in modo responsabile, economico e con le misure di integrazione che conosciamo: siepi ed alberi ad alto fusto al perimetro, uso intelligente della vegetazione tipica del luogo. Ma non possiamo dire no a priori, ci faremmo molto male” afferma chiaramente dichiarandosi favorevole all’agro fotovoltaico il portavoce dell’opposizione Arturo Lorenzoni che cita la stima fornita da Enea, riportata anche nel Pnrr, che individua almeno l’1% di utillo del terreno agricolo per il raggiungimento degli obiettivi.
“Se facessimo tutto il fotovoltaico che è necessario per la transizione energetica in aree agricole occuperemmo meno dell’1% della superficie agricola utilizzata, o circa il 2% della superficie agricola non più utilizzata negli ultimi 20 anni: sono stati abbandonati 4 milioni di ettari in Italia, ne bastano 100 mila per realizzare tutto il fotovoltaico che ci serve” ricorda Lorenzoni.
“Stiamo dunque parlando di usi localizzati, che non cambieranno di certo la bellezza del nostro territorio. Ma se non facciamo questi investimenti, rischiamo invece di cambiare in peggio per sempre l’intero nostro paesaggio.
Per la gravità della situazione che viviamo dobbiamo scegliere il male minore per la nostra società” conclude Lorenzoni sperando di fare breccia tra i consiglieri della Lega che in Consiglio Veneto voteranno a favore del Pdl 97 che di fatto impedisce qualsiasi impianto agro fotovoltaico utile per la collettività, ma invece consente esclusivamente l’autoconsumo per le aziende agricole.
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