VENEZIA – Non ci sta Arturo Lorenzoni, consigliere regionale e docente di Economia dell’Energia all’Università di Padova. “Il Consiglio regionale si appresta ad approvare una legge, il Pdl 97 sul fotovoltaico a terra, mirata a limitare l’installazione degli impianti agro fotovoltaici su terreno agricolo, identificando una serie di vincoli ulteriori rispetto alla normativa nazionale relativi a: a) patrimonio storico architettonico, b) ambiente, c) agricoltura.
Un obiettivo nobile, la protezione del territorio è una priorità che condivido convintamente. (LEGGI ARTICOLO)
Ma il momento che stiamo vivendo richiede di identificare e spingere i percorsi per realizzare gli investimenti nelle fonti rinnovabili, prima ancora che porre vincoli più forti rispetto a quelli dello Stato” afferma Lorenzoni nel suo accorato appello intervento in aula in Consiglio regionale Veneto.
“È paradossale che la legge inizi con il porsi (testuale) “l’obiettivo della decarbonizzazione al 2050” ed è mirata invece a porre una serie di vincoli all’installazione della fonte energetica a minor costo di cui disponiamo. Difficile trovare una logica. Invece che dare regole per l’inserimento degli impianti nel paesaggio, per l’integrazione intelligente, si pongono divieti.
Crolla la Marmolada, il Po è in secca, le temperature di questi mesi raggiungono record che non avremmo voluto sperimentare e noi dedichiamo le risorse del Consiglio regionale a porre freni senza ispirare dei percorsi per attuare la transizione ecologica.
Per capirci, nel 2021 nel Veneto sono stati installati 200 MW di fotovoltaico, mentre per raggiungere gli obiettivi fissati dal PNIEC per il 2030, si dovrebbero installare circa 1200 MW l’anno. E cosa facciamo per sestuplicare gli investimenti e consolidare un settore che può essere un volano potente per l’economia regionale? Nulla, se non utilizzare i fondi del Piano Operativo Regionale (come facciamo da decenni ormai). Il cambio di direzione non si vede.
Io lancio un forte grido d’allarme: cambiamo direzione e attiviamo gli investimenti nelle fonti rinnovabili, coinvolgiamo le amministrazioni locali per promuoverli, anche utilizzando le Comunità di Energia Rinnovabile, dedichiamoci a spingere, non a frenare.
Il Ministero chiede “percorsi facilitati” per la transizione green e di individuare le aree idonee per il fotovoltaico a terra, la Regione del Veneto fa il contrario individuando le aree non idonee. Le premesse al Pdl 97 parlano di decarbonizzazione, di neutralità carbonica, la legge invece blocca gli investimenti che per il fotovoltaico a terra dovranno essere sui 21 Gigawatt entro il 2030.
Arrivando a metà dell’obbirttivo dovremmo installare 1,3 GW all’anno, la legge in approvazione ne consentirà 0,2, ovvero 6 volte di meno per arrivare solo al 50% dell’obiettivo”.
“Si parte dalla volontà di escludere parte del territorio dagli investimenti ecosostenibili ed utili per la collettività – continua Lorenzoni – Vedo una Regione governata da forze conservatrici che si sono dimostrate obsolete. Va bene la tutela del territorio e del paesaggio, ma non vedo la spinta per gli investimenti per realizzare il fotovoltaico, come ci viene chiesto dal legislatore nazionale.
Stiamo votando una norma in contrasto con la normativa nazionale che assegna troppa discrezionalità, e verrà ritenuta inaccettabile dal legislatore nazionale, soprattutto alle Province.
Abbiamo messo 100.000 euro per favorire le Comunità energetiche rinnovabili (LEGGI ARTICOLO) e diamo 350.000 euro alle Province per alzare le barricate contro il fotovoltaico a terra. Le risorse si usano per fare gli investimenti, non per contrastarli. Questa Legge è un passo indietro, una battuta d’arresto alla transizione energetica ed alla economia della nostra regione per quanto riguarda investimenti per il fotovoltaico a terra che, a differenza di quelli sui tetti, non richiedono incentivi e non sono sulle spalle dei contribuenti”.
Il consigliere Lorenzoni presenta quindi un emendamento che propone di chiedere ai 580 sindaci della Regione del Veneto entro 90 giorni dall’entrata in vigore della Legge di indicare uno spazio per il fotovoltaico per realizzare almeno 1000 kW o su tetti o a terra che possa essere oggetto di investimenti per la realizzazione dell’impianto. “Rispetto agli 1,2 GW annui per raggiungere solo il 50% dell’obiettivo questo impegno ci consentirebbe di arrivare alla metà della metà prevista per quest’anno realizzando 600MW” ha affermato Lorenzoni. L’impressione, dalle parole di Silvia Rizzotto che ha replicato ad Arturo Lorenzoni, è che l’emendamento verrà bocciato.
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